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MONTECCHIO

Due richiedenti asilo spacciano a pochi passi dalla scuola, arrestati

Due richiedenti asilo spacciano a pochi passi dalla scuola, arrestati

La base del cosistente giro di droghe era nell'abitazione che li ospitava nell'ambito del programma di accoglienza

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MONTECCHIO EMILIA. Un giro di spaccio di ogni tipo di droga (marjiuana, eroina e cocaina) messo in piedi tra la struttura che li ospitava nell’ambito del progetto di accoglienza e le scuole elementari e portato avanti da oltre sei mesi. Si tratta di due richiedenti asilo di origine nigeriana, uno di 32 anni, Christian Bannor, e l’altro di 22, Samuel David, che sono stati arrestati ieri, 19 marzo 2019, dai carabinieri, al culmine di una intensa attività investigativa, scaturita a gennaio scorso, dalle segnalazioni arrivate da diversi cittadini e arrivata all’identificazione dei “clienti”. 
 
Uno smercio consistente dunque a due passi da punti nevralgici per la vita cittadina, come le scuole e la struttura di accoglienza, collocata in un contesto integrato con il resto del paese.
I due gestivano l’illecito commercio di cocaina, eroina e marijuana destinata alla piazza reggiana, dalla base operativa ricavata niente meno che nella struttura che li ospitava. E le compravendite avvenivano a pochi passi dai bambini e dalle famiglie che ogni giorno frequentano la scuola.
 
A scoprirlo i carabinieri della stazione di Montecchio che ieri mattina hanno arrestato i due richiedenti asilo e pusher. La Procura reggiana – nella persona di Maria Rita Pantani sostituto titolare dell’inchiesta - condividendo con le risultanze investigative dei carabinieri di Montecchio ha chiesto ed ottenuto dal gip del tribunale di Reggio Emilia un’ordinanza di custodia cautelare in regime di arresti domiciliari. 
 
Il provvedimento restrittivo è stato quindi girato ai carabinieri di Montecchio che ieri mattina l’hanno eseguito traendo in arresto due richiedenti asilo nigeriani accusati a vario titolo di concorso in spaccio di sostanze stupefacenti a favore di numerosi assuntori reggiani.
 
A gennaio era scattata la perquisizione domiciliare in un immobile di Montecchio, segnalato dai cittadini quale domicilio di spaccio. La perquisizione aveva portato i militari a rinvenire e sequestrare due smartphone, in uso al 32enne, che contenevano messaggi riconducibili all’attività di spaccio. Dall’esame dei tabulati i carabinieri sono risaliti a numerosi contatti con diverse persone che sono state identificate e ascoltate. Questi hanno ammesso di aver contatto le utenze per acquistare stupefacente.
 
È stato così possibile ricostruire la modalità di spaccio: alla chiamata i pusher uscivano dalla struttura che li ospitava con lo stupefacente incontrandosi con i clienti in un pedonale vicino alla scuola elementare del paese dove appunto si concretizzava la cessione. Gli stessi clienti alla fine sono stati chiamati a identificare i loro fornitori tramite seduta di riconoscimento fotografico. 
 

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