False fatture per 10 milioni, denunciato
L’imprenditore di 45 anni aveva creato una società cartiera. Secondo le indagini della Finanza, 4 milioni di Iva evasa
REGGIOLO. Una maxi evasione fiscale, ancora mediante fatture false, per oltre 10 milioni di euro.
È il risultato dell’indagine della tenenza della Guardia di finanza di Guastalla, a conclusione di un’attività di natura fiscale nei confronti di una società cosiddetta cartiera, che ufficialmente operava nel settore della meccanica. Ma che di fatto non esisteva, se non nella “produzione” di fatture. False.
Un meccanismo, purtroppo, ormai ben noto in provincia di Reggio. Dove operazioni come questa, periodicamente, scoperchiano vasi di Pandora dai quali escono migliaia di fatture. Carta prodotta con un solo obiettivo: incassare l’Iva. Questa volta, a finire nei guai è un 45enne nativo in Germania ma italianissimo. Un imprenditore che vive nel Reggiano e che, tra Reggiolo e Luzzara, ha ufficialmente aperto la sua società. Alle verifiche, all’indirizzo non corrispondeva alcuna unità produttiva.
L’indagine delle fiamme gialle è partita da una mirata attività di intelligence, supportata dall’utilizzo delle banche dati in uso alla Guardia di finanza, che ha consentito di individuare la società costituita da pochi anni e che aveva quale unico scopo quello di emettere fatture relative a operazioni commerciali risultate del tutto inesistenti e in svariati settori: dalle prestazioni di servizi nel settore della meccanica, alle opere edili, alle prestazioni di servizi nel settore delle pulizie.
La società cartiera è stata costituita appositamente per essere al servizio di imprese per così dire “desiderose” di abbattere l’utile di esercizio utilizzando fatture commerciale che documentavano operazioni mai avvenute.
Sebbene l’imprenditore – spiegano le fiamme in una nota – per tentare di sfuggire alle maglie dei controlli fiscali abbia distrutto tutta la documentazione amministrativo-contabile afferente la propria società, i finanzieri attraverso un’attenta analisi di tutti gli elementi acquisiti, sono riusciti a individuare quelle imprese che si sono servite della società reggiana per evadere le imposte. La ricostruzione fatta a posteriori, particolarmente difficoltosa, ha comunque permesso di individuare ben 55 imprese, con sede nelle province di Foggia, Parma, Mantova, Reggio, Verona, Massa Carrara, che si sono avvalse delle false fatture da parte della società reggiana.
L’attività delle fiamme gialle ha permesso inoltre di rilevare l’emissione di fatture per operazioni inesistenti per oltre 10 milioni di euro, con una connessa evasione di oltre 3 milioni di euro, che sono state segnalate agli uffici finanziari per il recupero della tassazione.
L’imprenditore è stato denunciato, a piede libero, per reati fiscali.
Le società utilizzatrici sono state segnalate per un’approfondimento investigativo e per il recupero la frode che ammonta a svariati milioni di euro. —
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