Interpump, crescita a doppia cifra e sale anche il dividendo
SANT’ILARIO. Si è ripetuta anche nel 2018 l’impressionante progressione dei dati di bilancio del gruppo reggiano Interpump. La società per azioni santiliarese ha infatti nuovamente consolidato lo scorso anno la propria posizione finanziaria oltre ad aver acquisito tre nuove società. Il Consiglio di amministrazione ha già esaminato e approvato i risultati dell’esercizio annuale che verranno presentati all’assemblea degli azionisti il trenta aprile in una delle sedi locali del gruppo.
Ma vediamo i numeri principali illustrati da Luca Mirabelli. Le vendite nette hanno raggiunto 1.279,2 milioni di euro con una crescita del 17,7% sul 2017 quando erano arrivate a 1.086,5 milioni. Il margine operativo lordo, indicatore di redditività, ha così toccato i 288,5 milioni, il 16% in più dei 248,6 milioni dell’anno prima, portando l’Ebit, che esprime il risultato aziendale prima di imposte ed oneri finanziari, al 18,9% (era stato del 18,3% nei dodici mesi precedenti). E così, alla fine, l’utile netto consolidato si è innalzato del 28,1% toccando quota 173,9 milioni, ben oltre i 135,7 milioni del 2017. Per finire con l’indebitamento finanziario che è sì aumentato (287,3 milioni contro i 273,5 milioni al 31.12.2017) ma dopo gli esborsi sostenuti per l’acquisto di azioni proprie (oltre 54 milioni), il pagamento di dividendi (23 milioni) e le spese fatte (21 milioni) per le nuove acquisizioni.
Nel 2018 c’è stato infatti il consolidamento per la prima volta di tre società: il Gruppo GS-Hydro (settore olio) per tutto l’anno; la Ricci Engineering srl (settore acqua) dal 2 agosto; e la Fluinox Procesos S.L.U. (settore acqua) a partire dall’11 dicembre con inclusione a fine anno nello stato patrimoniale. Comprensibile l’apprezzamento del fondatore e presidente di Interpump, Fulvio Montipò, che alla presentazione del rendiconto ha affermato: «Desidero esprimere la mia soddisfazione per il ripetersi di record positivi e ringraziare la squadra di Interpump. In soli due anni il fatturato consolidato è aumentato del 39%, l’Ebitda (margine operativo lordo ndr.) del 45% e l’utile netto dell’84%». Ora il tutto verrà illustrato agli azionisti chiamati in particolare ad autorizzare l’acquisto di ulteriori azioni proprie per rafforzare internamente il gruppo (in portafoglio ci sono già 3.413.489 azioni proprie pari al 3,135% del capitale); dovranno inoltre avallare il prossimo piano triennale 2019-2021 che prevede una ulteriore incentivazione a favore di dipendenti, amministratori e collaboratori. Sarà infine avanzata la proposta di un dividendo di 1,619 euro per azione posseduta che nel 2017 aveva reso 1,257 euro. —
L.V.
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