Gazzetta di Reggio

Reggio

verso le elezioni 

Macché rottamazione, i giovani snobbano un futuro da sindaco

Roberto Fontanili

Dopo la spinta giovanilista degli ultimi dieci anni, ora prevale l’usato sicuro Spulciando tra i candidati non mancano gli over 65 , difficile trovare un under 25 

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Il nuovo in politica non va più di moda, meglio tornare al vecchio e in qualche caso all’usato sicuro. Vuoi per età o per esperienza. E dall’altra parte diversi sindaci rispetto al recente passato non si ripresentano dopo il primo mandato. Le prossime elezioni amministrative in 34 comuni reggiani confermano che la politica non attira più e fare il sindaco ancora meno.

Nel primo caso si tratta di un’inversione di tendenza rispetto alla spinta giovanilista degli ultimi dieci anni nella scelta dei candidati sindaci nei comuni reggiani e si manifesta in tutti gli schieramenti politici, a sinistra come a destra. Se si esclude il comune capoluogo dove i candidati sindaci sono già tutti noti, in molti comuni più piccoli e meno appetibili i nomi ancora latitano. Oggi la tendenza in diversi casi pare essere quella di tornare a puntare sull’esperienza a scapito dell’età.

A Montecchio e Sant’Ilario d’Enza a correre per il centrosinistra sono over 65 già pensionati. E lo stesso potrebbe accadere a Bagnolo in Piano, mentre il nuovo candidato del centrosinistra di Quattro Castella di anni ne ha 56. Altrettanto dicasi per i competitor del centrodestra fino ad ora usciti allo scoperto. Quello che si avverte è una crescente distanza dalla politica e la fatica di tutti gli schieramenti a trovare un under 35 che voglia fare sindaco, per pochi soldi al mese, tanto lavoro e tante responsabilità. Più facile trovare chi vuol fare il parlamentare, come evidenziato dalle parlamentarie del M5s. Ma gli stipendi sono abissalmente diversi.

A questa difficoltà si aggiunge poi la stanchezza di chi il sindaco l’ha già fatto. Alcuni primi cittadini uscenti del Pd-centrosinistra non si ripresentano come Tania Tellini a Cadelbosco Sopra, Paolo Burani a Cavriago, Fabrizio Allegretti a Rolo e Maurizio Terzi a Fabbrico. Per ragioni diverse hanno rinunciato a ripresentarsi, mettendo però in difficoltà il Pd per trovare sostituti. E non si contano i no prima di trovare chi alla fine accetti. Come a Vezzano sul Crostolo, dove il candidato non è stato ancora individuato e altrettanto a Poviglio o a Cadelbosco Sopra e l’elenco potrebbe continuare.

In altri casi si recupera l’usato sicuro, come a Fabbrico dove Roberto Ferrari punta a tornare primo cittadino. A Rolo invece nel solco della tradizione sarà il 31enne vice sindaco attuale Luca Nasi a cercare una continuità amministrativa. Quasi un’eccezione a quella che era una regola solo qualche anno fa.

Che sia faticoso anche il solo mettere insieme le liste, lo conferma il fatto che a meno di tre mesi dalle elezioni amministrative è tutto per aria. Candidati, giunte e liste. Anche perché rispetto al passato l’essere sindaco non garantisce un futuro assicurato. Finiti i tempi in cui da sindaco si diventava assessori provinciali o consiglieri regionali e i più fortunati si aprivano le porte del Parlamento. Adesso invece molti di coloro che hanno terminato il proprio mandato, dovranno reinventarsi una professione. Ma soprattutto l’essere stati sindaci e amministratori pubblici non fa più curriculum. «Anzi è il contrario – ci ha confidato un ex primo cittadino – e alcuni miei colleghi nel proprio curriculum professionale non hanno menzionato l’esperienza decennale di amministratore per paura di essere additati come il raccomandato di turno». —



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