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i cittadini 

«Promessa mantenuta ora ci sentiamo più sicuri»

Am.P.

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REGGIO EMILIA. Ha voluto stringere la mano e dire grazie al questore Antonio Sbordone, «per aver mantenuto la parola di riaprire il posto di polizia: ce lo aveva promesso ed è stato di parola».

Il fuori programma, ieri mattina, ha avuto per protagonista Mirella Fontanesi, 82 anni portati con nonchalance, aderente al comitato Reggio Est. «Via Turri viene criminalizzata per qualsiasi fatto di cronaca, perché fa colpo. Io abito al civico 25 da decenni: fino al palazzo 27 la situazione è sotto controllo, in fondo alla strada verso via Emilia Ospizio è un disastro – ha detto la pensionata – Io non sono mai stata aggredita, ma ho lottato insieme ad altri residenti per avere prima l’ufficio della municipale e ora quello della polizia. Sono molto contenta della novità, così potremo segnalare di persona le cose che non vanno».

«La polizia qui ci voleva, ora mi sento più sicura», ha detto Elina Laceres Moreira, 69 anni. «Non sapevo che avessero aperto e mi fa piacere: avere più forze dell’ordine è sempre utile», ha fatto eco Fausto Tappa, 74 anni.

Più critica Lucia Battista, 50 anni, residente in via Paradisi: «Era ora. Mi auguro però che non sia solo un ufficio vuoto e di facciata, come è accaduto spesso in passato e come accade per la municipale, spesso sguarnita. Le problematiche da affrontare nel quartiere sono tante: dalle prostitute per strada allo spaccio, fino alle risse. Fenomeni che ormai non sono solo appannaggio della zona stazione, ma che si trovano a macchia di leopardo in tutto il centro storico. Quello che invece caratterizza via Turri sono gli alloggi fuori controllo: locali per quattro persone dove abitano in nove. A mio avviso – ha concluso – il nodo da sciogliere è proprio la verifica degli appartamenti». —

Am.P.

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