Sparito il viceparroco Forse una love story dietro la fuga in Spagna
In Sant’Agostino non c’è più traccia del prete da dicembre Juan Luis Barge Lavandera era arrivato a Reggio nel 2017
Dopo il caso di don Achille Melegari, parroco dell’unità pastorale di Cella, Cadè e Gaida, che lasciò l’abito talare per sposarsi con la sua amata, un’altra vicenda di cuore scuote la Chiesa di Reggio Emilia.
L’imbarazzo – se così si può dire – ha toccato questa volta la centralissima parrocchia di Sant’Agostino e il suo viceparroco: don Juan Luis Barge Lavandera, presbitero della Fraternità di San Carlo. Il prete infatti, a pochi mesi dall’assunzione del suo nuovo incarico a Reggio, è sparito rendendosi irreperibile e facendo perdere le proprie tracce.
questioni di cuore
Dietro alla scomparsa di don Barge, però, non vi sarebbe nessun giallo ma, pare, una questione di cuore. Secondo quanto si dice negli ambienti della Curia, infatti, il prete si sarebbe allontanato spontaneamente a seguito di una liaison con una donna conosciuta proprio in città.
Per Lavandera insomma, giunto a Sant’Agostino da pochissimo tempo, Reggio Emilia è stata davvero galeotta. Il parroco è entrato in servizio nella diocesi reggiana dal 2017 e lo scorso anno era andato in aiuto della parrocchia di San Giacomo che, da qualche mese, aveva inglobato anche le chiese di San Francesco e di San Nicolò.
la “fuga”
La permanenza di don Juan è stata breve anche in questo caso: fra agosto e settembre del 2018 il prete è stato nuovamente spostato ed è andato, in qualità di vice parroco, ad aiutare don Guido Mortari nella parrocchia di Sant’Agostino.
Ed è qui che, sembra, lo spagnolo ha conosciuto una donna che gli ha conquistato il cuore finché, sarà stato per il calore emiliano o per il romanticismo dello spirito natalizio, verso fine dicembre il don ha fatto perdere le proprie tracce.
Tornato in Spagna, pare, forse proprio con il suo amore o, più semplicemente, per allontanarsi dalle tentazioni reggiane. Quel che è certo è che la sparizione è stata improvvisa, ufficialmente non motivata e ha colto di sorpresa tanto i parrocchiani quanto la diocesi. Almeno finché non ha cominciato a circolare la voce riguardo al suo flirt.
il precedente
Un caso diverso da quello di don Achille, citato in precedenza, che presentò e motivò le sue dimissioni al vescovo Massimo Camisasca, ma che certamente farà discutere e non poco soprattutto all’interno della Curia. Anche se, al momento, manca ancora una risposta ufficiale del vescovo. —
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