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Un pomeriggio di forte tensione prima dell’attesa testimonianza

T.S.
Un pomeriggio di forte tensione prima dell’attesa testimonianza

Don Ercole Artoni non era presente in aula ieri ad Ancona L’altro imputato, Aldo Ruffini, ha seguito con attenzione l’udienza 

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LA GIORNATA

Tira aria tesa in tribunale ad Ancona. Del resto è un’udienza molto attesa, uno degli snodi principali di questo processo. Parla Cristina Beretti, presidente del tribunale, per l’accusa a lungo sotto scacco, con riferimenti anche ’ndranghetisti. Al quinto piano l’aula prescelta (la “1”) ha un calendario fitto di procedimenti. Il primo ad arrivare è Aldo Ruffini con l’avvocato difensore Nino Ruffini. Facce un po’ tirate, sentono il momento. A seguire con la scorta entra in aula la presidente Beretti. C’è un sussulto, Ruffini accenna a un saluto ma più in là non si va. C’è la cortina degli agenti attorno al giudice atteso come testimone. E c’è molto imbarazzo. Si capisce ben presto che siamo ancora lontani dal momento della deposizione e la testimone preferisce attendere fuori.

Don Ercole Artoni non verrà, come spiegano i suoi legali Alessandro Nizzoli e Francesca Corsi: «Parlerà in aula in una prossima udienza – spiegano – Sta vivendo male questo processo, ritiene che sia stato del tutto travisato il suo agire». Dal periodo natalizio don Ercole si è trasferito nella comunità Papa Giovanni XXIII, fra la sua gente, nell’appartamentino in cui a 88 anni sta affrontando l’ennesima tempesta della sua vita. In udienza c’è invece il fratello Bruno Artoni, ex arbitro di basket.

È venuto in treno, vuole seguire passo dopo passo il processo, anche se si tiene ad Ancona. Non nasconde la sua preoccupazione. È convinto che il fratello sacerdote non c’entri con questa vicenda. Intanto all’orario fissato delle 14.30 per l’attesa udienza c'è in corso un’altra discussione e per evitare inutili stazionamenti in aula di avvocati, testimoni e addetti ai lavori, il giudice Francesca Grassi rinvia di un’ora l’udienza e si cambia pure aula, si va alla “8”, a pochi metri dall’altra ma più spaziosa e moderna, molto attrezzata.

Colori freddi, ambiente asettico, mentre l’attesa si fa sempre più snervante. Un’ora abbondante in cui Ruffini ne approfitta per parlare fitto fitto con i suoi due legali, perché nel frattempo è arrivato anche l’avvocato ferrarese Dario Bolognesi. Fuori il tempo è uggioso e fa freddo. Come in aula, dove regna nervosismo e la glacialità di sguardi che ben esprimono la delicatezza del momento giudiziario. —

T.S.

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