Gazzetta di Reggio

Reggio

gattatico 

«Volti nuovi e molti giovani per aiutare la comunità»

Ambra Prati

Intervista al candidato sindaco Luca Ronzoni della civica appoggiata dal Pd «L’alleanza mancata? Noi parlavamo di programma e loro invece di nomi»

3 MINUTI DI LETTURA







«Non sono un politico, sono una persona che si è sempre impegnata per la comunità nel volontariato. Continuò a farlo alla guida di una squadra di giovani e giovanissimi». Luca Ronzoni, 50 anni (ne compirà 51 il 21 maggio, proprio a ridosso delle elezioni amministrative), si descrive così, nella sua prima intervista da candidato sindaco della lista civica appoggiata dal Pd “Progetto Gattatico”. I nominativi della lista sono in fase di completamento. «Avevamo lasciato le porte aperte – dice – in vista della possibile unione con le forze di sinistra».

Cosa ne pensa dell’alleanza andata in fumo con Gattatico Bene Comune e Tutelare Gattatico, a sentir loro a causa dello strappo del Pd?

«Siamo molto dispiaciuti perché ci abbiamo creduto e ci siamo resi più che disponibili. È stato fatto un percorso quasi pubblico, con riunioni aperte, ma nonostante il tempo trascorso, eravamo arrivati sì e no all’accordo di bozza unitario: fermi al primo step. Al secondo step, dedicato al programma, ci hanno fatto nomi di candidati: è parso un veto e dopo la consultazione della base abbiamo dovuto prendere una decisione. La mia candidatura non è stata affatto scontata».

Chi gliel’ha fatto fare?

«Non sono schierato, non ho tessere, a parte quella della Coop (ride, ndr). Con mia moglie ho fatto un percorso nel volontariato in modo trasversale, rubando spazio alla famiglia: FestaReggio da giovane, Olmo, la parrocchia, carri di carnevale a Sant’Ilario, il primo maggio a Villa Aiola. Ora che nostra figlia è diventata grande, si è liberato spazio e mi sono reso disponibile per il mio paese, a una età in cui posso ancora dare qualcosa».

Dell’attuale giunta entreranno nella sua lista, due assessori: Federica Costi, a Scuola e Commercio, e Carmelo Di Pietro all’Urbanistica, nonché Matteo Gandolfi, consigliere comunale di maggioranza. Altri nominativi?

«Ci saranno sorprese. Per la maggior parte saranno volti nuovi, che si sono dati da fare per la comunità. Ho vissuto in tre Comuni e posso dire che solo a Gattatico c’è uno spirito di volontariato così forte. Giovani e rappresentativi di tutte le frazioni: queste ultime si stanno spopolando e ci piacerebbe riattivarle».

Punti salienti del programma?

«È aperto. Finora abbiamo individuato quattro capisaldi: politiche per la persona perché il trend della fragilità è in crescita; politiche per il territorio e il nostro è molto variegato, si va dall’autostrada all’aperta campagna, dalla zona artigianale all’Enza; politiche amministrative per le quali ci piacerebbe rendere più informati e partecipi i cittadini, non seguendo la moda del web ma rivedendo gli strumenti comunicativi e infine, politiche della sussidiarietà ovvero le cooperative di comunità, sul modello San Martino in Rio».

Cosa ne pensa di questa tornata elettorale, tra alleanze inconsuete e la difficoltà di trovare candidati?

«Si tratta di amministrative, credo sia necessario partire dal territorio, andare al di là dei simboli e mettersi al lavoro. Ammiro, in ogni caso, chi si mette a disposizione del paese, anche se non la pensa come me: è più facile andare al bar che in consiglio comunale. Da quando è diventata pubblica la mia candidatura, c’è chi mi abbraccia per strada e chi mi ha tolto il saluto: gesti che mi hanno stupito entrambi». —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google