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aemilia in veneto, IERI 4 INTERROGATORI 

In silenzio davanti al gip Presto i ricorsi al Riesame

T.S.
In silenzio davanti al gip Presto i ricorsi al Riesame

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REGGIO EMILIA. Solo bocche cucite nell’ultima tornata di interrogatori di garanzia tenutisi ieri mattina – per rogatoria – davanti al gip Luca Ramponi nell’ambito dell’inchiesta Camaleonte contro la ’ndrangheta in Veneto rivelatasi legata a doppio filo con le risultanze investigative di Aemilia. In calendario cinque indagati agli arresti domiciliari. Si è avvalso della facoltà di non rispondere il crotonese 40enne Antonio Brugnano (vive a Reggio) e il suo difensore Carmine Migale ha chiesto per iscritto la sostituzione della misura cautelare con l’obbligo di firma e l’obbligo di dimora notturno, il tutto finalizzato a permettere al suo assistito (titolare di un’impresa edile) di tornare al lavoro. Stesso discorso per il catanzarese 40enne Sergio Lonetti (un tempo residente a Guastalla) che non ha parlato e tramite il legale Pasquale Muto ha chiesto la revoca della misura cautelare o la sostituzione della misura con una più lieve, sempre con l’obiettivo di poter lavorare. Due istanze che verranno valutate dal gip veneziano Gilberto Stigliano Messuti che ha firmato l’ordinanza.

Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere anche il reggiano 36enne Antonio Mazzei (assistito dall’avvocato Mattia Fontanesi) e il 42enne Salvatore Innocenti (nato in Germania ma residente a Reggio Emilia, il cui avvocato Giuseppe Migale Ranieri è orientato a far ricorso al Riesame di Venezia). Nei giorni scorsi è stata disposta invece la liberazione per Marco Carretti, correggese di 36 anni, indagato per il filone legato alle false fatturazioni. Il suo avvocato, Annalisa Bassi, aveva depositato infatti in tribunale a Venezia l’istanza di revoca della misura restrittiva degli arresti domiciliari, ritenendo insussistenti le esigenze cautelari in quanto parte dei capi contestati riguardano il processo “House of cards” in cui Carretti aveva già patteggiato 2 anni di reclusione, ma con pena sospesa. Secondo la difesa quanto contestatogli allora si sovrapporrebbe alla nuova inchiesta in Veneto. Situazione rimarcata ieri dall’avvocato Bassi al gip Ramponi che ha revocato a quel punto l’interrogatorio.

T.S.

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