Slalom in via della Canalina tra buche e avvallamenti
Auto costrette a dribblare i punti in dissesto finendo al centro della carreggiata Ma i problemi sono anche altri: marciapiedi a pezzi e segnaletica poco evidente
Slalom e discesa libera in città non sono più due discipline del campionato mondiale di sci alpino, bensì i tracciati che le auto, ogni giorno da mattina a sera, sono costrette a compiere per evitare buche e avvallamenti in via della Canalina. La strada, che si estende quasi per un chilometro partendo dall'incrocio con via Guittone D’Arezzo e proseguendo fino alla rotonda in corrispondenza del Cimitero Ebraico, è un saliscendi che costringe gli automobilisti a dribblare i dissestamenti o percorre tratti al centro della carreggiata. Ma il problema non si ferma alle buche. Parliamo dei diversi punti in cui la segnaletica orizzontale è assente o poco evidente e marciapiedi, che più di apparir tali, sembrano sentieri di montagna.
Il nostro viaggio alla scoperta di ciò che attende qualsiasi automobilista lungo via della Canalina, parte dalla zona in corrispondenza del Centro Sportivo della Reggio Calcio. In un passato non così distante, sono state sopraelevate le strisce pedonali su dossi molto alti, per garantire l’attraversamento in totale sicurezza; intento lodevole, peccato che proprio poco prima di questi, numerose buche sono state ignorate. Garantendo certo, l’inizio del “divertimento”. Proseguendo, poco dopo sulla destra è possibile osservare un marciapiede, o almeno ciò che ne resta, il quale, ironia della sorte, diventa isola d’approdo per l’attraversamento pedonale unicamente grazie al margine del tutto sbriciolato. Ma si è solo all'inizio dei disagi. Infatti, continuando con qualche sobbalzo si giunge all'incrocio con via Donizone di Canossa, dove la segnaletica orizzontale risulta poco evidente. Medesima carenza del tratto di Canalina, compreso tra l’incrocio di via Assalini e la rotonda successiva, che ci porta nel cuore del problema. In quanto, proprio in questa porzione di carreggiata si vive l’esperienza da montagne russe, alla quale, se si è tanto fortunati da uscirne senza aver danneggiato ruote o ammortizzatori, segue la sfida finale: la rotonda che incrocia con via Rivoluzione d’Ottobre. Una vera e propria giostra, con buche di diversa profondità, a seconda del gradimento, per ogni corsia d’immissione o d’uscita. —
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