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A Palazzo Dossetti le corone d’alloro per i giovani disabili di Università 21

L.V.
A Palazzo Dossetti le corone d’alloro per i giovani disabili di Università 21

Reggio Emilia modello nazionale nel progetto di inclusione L’Unimore pronta ad estenderlo anche alla sede di Modena

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REGGIO EMILIA. Corone d’alloro, ieri, per i primi due laureati con il progetto U21, giovani con disabilità cognitive che hanno seguito percorsi di studio universitari personalizzati frequentando lezioni nelle aule di Palazzo Dossetti.

Una esperienza unica in campo nazionale, diventato un vanto concreto per la sede reggiana di Unimore, che ha accolto il progetto lanciato nel 2015 da Università 21 e che in futuro anche Modena intende condividere. Lo ha ammesso il professor Marco Sola, delegato alla didattica dell’ateneo presente ieri ai festeggiamenti, accolto dal direttore del Dipartimeno di Educazione e Scienze Umane, Alberto Melloni.

Corale l’apprezzamento per l’inedita iniziativa, alla quale hanno collaborato il Comune capoluogo, come ha testimoniato il vicesindaco e delegato alle Politiche sociali, Matteo Sassi, e l’Ausl (nella persona di Elisabetta Negri, direttore distretto reggiano): un’iniziativa indirizzata a giovani con disagi che non hanno conseguito un diploma alle medie superiori, ma che ora possono meglio incamminarsi nella vita organizzata.

Il titolo acquisito non ha in effetti valore legale, ma rappresenta un passaporto di inclusione sociale.

Elogi convinti ai promotori dell’iniziativa (Università 21 ha sede in città in via Malta 5) sono stati espressi dal professor Sola.

Melloni ha parlato di «arricchimento didattico: i ragazzi e le ragazze di U21 insegnano a docenti e discenti la verifica delle proprie motivazioni e testano la capacità di un sistema che produce gli educatori del futuro».

Prezioso il lavoro di squadra illustrato dalla presidente di U21, Loretta Melli, che ha indotto il giovane Jacopo Vandelli a raccontare le emozioni vissute quale primo attore dell’esperienza.

Ha quindi annunciato che altri nove ragazzi stanno vivendo il percorso didattico avviato con il professor Giliberti, che ora prosegue con il professor Alberto Melloni.

Approfondimenti sono stati successivamente offerti da Giacomo Guaraldi, responsabile del servizio di accoglienza studenti disabili di Unimore (che ha parlato di progetto esemplare), e da Silvia Comodi, educatrice dell’iniziativa che aiuta ad acquisire preziose competenze. A Modena sono già oltre trecento i giovani con disabilità e disturbi d’apprendimento che potranno beneficiare delle esperienza reggiana.

Rossana Cavatorti, fra i fondatori di U21, ha infine garantito il prosieguo di questi percorsi di inclusione verso una cittadinanza attiva. —

L.V.

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