Firme false, assolto Capelli «Ora la campagna elettorale»
La Procura aveva chiesto otto mesi. Per il giudice il fatto non costituisce reato Il capogruppo Pd: «Ora sono più sereno, voglio rinnovare il sostegno a Vecchi»
Assolto perché il fatto non costituisce reato. È questa la sentenza pronunciata dal giudice Sarah Iusto nei confronti del capogruppo Pd, Andrea Capelli, nel processo in abbreviato per il caso delle firme false della lista Centro Democratico alle Regionali del novembre 2014. La Procura aveva chiesto un anno, ridotto a otto mesi per effetto dell’abbreviato. Assolta per non aver commesso il fatto Rita Manfredi, coimputata, difesa dagli avvocati Federico De Belvis e Marilisa Marzio. Il giudice depositerà le motivazioni entro 45 giorni. La Procura avrà altri 45 giorni per un eventuale appello. La terza imputata, Ramona Nadia Cretulescu, prosegue con il rito ordinario. L’udienza è prevista a maggio.
L’ATTESA
Capelli, presente al momento della lettura, è arrivato in aula intorno alle 14. Alle 15.45 la lettura della sentenza, dopo una breve camera di consiglio: momenti di attesa, ingannati parlando di politica con gli avvocati, prima del sospiro di sollievo una volta pronunciata la sentenza. «Sono soddisfatto che ci sia stata una valutazione corretta ed equilibrata – afferma Capelli – Attendiamo che vengano depositate le motivazioni per un commento più approfondito ma non nascondo di essere rasserenato. Colgo l’occasione per ringraziare gli avvocati Nicola Tria, Giulio Cesare Bonazzi e Simona Magnani».
La proposta
Secondo Capelli, occorre «sottolineare come la vicenda che mi ha visto involontario protagonista segni l’inadeguatezza di una legge che prevede un meccanismo sorpassato, dimostrato anche dai 400 decreti di condanna arrivati a reggiani che in buona fede hanno firmato per due liste o sono stati truffati come lo sono stato io. La mia solidarietà va a loro».
Di qui la proposta ai parlamentari per «cambiare la legge e adeguare il meccanismo democratico alla necessità di sburocratizzare i luoghi della politica, rendendo l’accesso alle competizioni elettorali più semplice». Una proposta per «ampliare la platea dei pubblici ufficiali autorizzati ad autenticare le firme. Non è possibile pensare che 32 consiglieri volontari possano autenticare migliaia di firme».
Il futuro politico
Chiuso il capitolo giudiziario, per il capogruppo Pd adesso si apre la sfida elettorale: «Ora che sono più sereno voglio rinnovare la mia passione per la politica e il sostegno a Vecchi». Un impegno che però potrebbe non trasformarsi in una ricandidatura, dal momento che Capelli ha già raggiunto il limite di due mandati previsto dallo statuto Pd. «Aspettavamo questa sentenza per poter fare delle riflessioni con il partito e con il sindaco. Di certo ora sono molto più sereno». —
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