«Gli orfani delle due vittime chiedono sia fatta giustizia»
REGGIO EMILIA. «I due orfani delle vittime del maxi rogo sono soddisfatti di aver appreso che sia stato identificato un probabile responsabile e che le indagini della procura stiano andando avanti celermente».
Così l’avvocato Giacomo Fornaciari commenta la svolta all’indagine, accolta come una buona notizia, «sebbene l’abbiamo saputo per via ufficiosa, attendiamo l’ufficialità prima di esprimerci».
Il legale rappresenta Kamal e Ayman, 21 e 17 anni, i due figli delle vittime rinvenute morte per asfissia su un pianerottolo (i coniugi marocchini Mohammed Bahik, 57 anni, e Malika Ouatach, 54), nonché due sorelle e la madre del capofamiglia, mentre dalla parte materna i parenti, che non risiedono in Italia, dovranno valutare il da farsi.
I due giovani, ai quali dopo la tragedia il Comune ha donato un alloggio Acer, ad oggi sono ancora ospiti della zia, perché attendono di completare l’arredo dell’appartamento.
In contatto con il legale, i figli sono stati lieti di sapere che il fascicolo non è più a carico di ignoti e hanno fato sapere che intendono senza dubbio costituirsi parte civile in un futuro processo penale.
«I miei assistiti vorranno far sentire la loro voce davanti alla giustizia. Avrebbero potuto perdonare, nel caso di un gesto doloso e involontario, ma se c’è stata volontarietà gli orfani desiderano che il colpevole sia punito».
È classificato come omicidio preterintenzionale (articolo 584 del codice penale) chiunque, nel compiere un reato, cagioni senza volerlo conseguenze più gravi: l’esempio classico della giurisprudenza è quando si sferra un pugno a una persona che cade su uno spigolo e muore.
Nel caso di un decesso, è punibile con la reclusione dai 10 ai 18 anni. Sull’aspetto risarcitorio è prematuro esprimersi, ha proseguito l’avvocato, che ha rimarcato: «Stiamo parlando di chi ha avuto il danno più grave, i figli, ma vorrei sottolineare che tutti gli intossicati, i feriti (tanti sono rimasti in ospedale per giorni) e perfino chi ha accusato solo danni materiali (come ad esempio alloggiare altrove) ha diritto a costituirsi parte civile». Il che, sulla carta, potrebbe tradursi in un processo monstre. —
Am.P.
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