Interrogato per ore Perquisiti i garage l’abitazione e casa della madre
Al 50enne procura e polizia hanno sequestrato il telefonino, il computer alcuni accendini, una scatola di cerini e persino i vestiti
REGGIO EMILIA. L’attenzione degli inquirenti su Stefano Oliva non è di oggi. L’odierno indagato, infatti, è stato “torchiato” dal pm Maria Rita Pantani in una sola occasione, il 10 gennaio scorso, in quanto persona informata dei fatti: un interrogatorio fiume, durato un’intera giornata, dalle 9 di mattina alle 20 di sera. Una gragnola di domande circostanziate, poste per saggiare se il cinquantenne potesse cadere in contraddizione. In seguito la polizia ha eseguito diverse perquisizioni domiciliari nell’appartamento del 50enne, al civico 29.
I locali sono stati rivoltati come calzini e gli inquirenti hanno sequestrato parecchi oggetti: dal cellulare al computer, ma anche accendini (Oliva ha dichiarato di non essere un fumatore, ma l’amico che abita al suo fianco sì) e perfino scatole di cerini datati nel tempo, che l’interessato ha affermato di aver tenuto come souvenir di hotel dove aveva alloggiato durante viaggi passati, nonché numerosi mazzi di chiavi che erano in sua disponibilità in qualità di ex factotum.
La perquisizione domiciliare della polizia è stata estesa perfino all’abitazione della madre, a Correggio: Oliva infatti si reca spesso a pranzo dall’ottantenne, trovandosi ogni giorno a Correggio per motivi di lavoro, e gli inquirenti hanno ritenuto che potessero esserci elementi utili all’indagine anche a casa dell’anziana, dove non è saltato fuori nulla di rilievo.
Le indagini si stanno focalizzando sul cellulare e sul computer dell’indagato, che martedì scorso sono stati inviati al Gabinetto della scientifica di Roma per essere vagliati: sul cellulare si cercano quali siano i contatti del 50enne e se quella notte avesse telefonato a terzi, mentre il computer sarà passato al setaccio per verificare se il residente abbia cercato nel web istruzioni utili su come appiccare un fuoco o su sostanze infiammabili particolari.
Sostanze che, al momento, pare non siano state rinvenute nei garages dei due appartamenti di sua proprietà, anch’essi scandagliati. Sono stati posti sotto sequestro pure gli abiti che Oliva indossava quella notte. Peccato che gli indumenti – compreso il giaccone – siano stati presi in consegna dalle forze dell’ordine pochi giorni fa, a distanza di mesi dal fatto: è quindi possibile che in questo lungo lasso di tempo i vestiti siano stati lavati, ma potrebbero essere rimaste eventuali tracce rilevabili con le più moderne tecniche di laboratorio. —
Am.P.
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