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Pedofilo e rapitore, sconto di pena al camionista

Tiziano Soresina
Pedofilo e rapitore, sconto di pena al camionista

Condanna ridotta a 3 anni in Appello: pesa l’esito della perizia psichiatrica. Scarcerato, è agli arresti nella casa di famiglia

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GUASTALLA. Ieri pomeriggio, dopo circa due anni, il camionista guastallese Tiziano Zerbini è stato scarcerato per tornare – agli arresti domiciliari – nell’abitazione guastallese di famiglia.

Una sterzata giudiziaria non indifferente che s’incunea in un’articolata vicenda che aveva scosso non poco il paese: il 12 aprile 2017 Zerbini era stato arrestato per aver tentato di rapire una bambina di 9 anni all’oratorio don Bosco, mentre in precedenza vi erano stati episodi di masturbazione davanti ad una scuola e le avances a tre ragazzine di 14 anni nei pressi di un supermercato, cioè l’offerta di denaro in cambio di prestazioni sessuali.

Comportamenti inaccettabili e pericolosi per le minorenni finite nel mirino di quest’uomo apparso in evidente stato confusionale.

LE DUE PERIZIE

E sul suo stato mentale si sono concentrate le due perizie psichiatriche esposte ieri nel processo d’appello a Bologna (tenutosi con rito abbreviato). Sia la consulenza voluta dalla Corte (elaborata dal dottor Renato Ariatti) sia quella di parte (redatta per la difesa dal dottor Nazario Santolini) sono risultate coincidenti sulle patologie di cui è affetto Zerbini (depressione e sindrome delirante) e che l’hanno spinto verso l’alcolismo. Patologie e alcolismo sono state ritenute escludenti la radice sessuale dei reati commessi, mentre è rimasta confermata la capacità d’intendere e di volere al momento dei fatti.

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LA SENTENZA

Una ricostruzione psichiatrica che ha portato la Corte d’appello a considerare le attenuanti generiche equivalenti alle aggravanti (oltre alla continuazione dei reati) con una diminuzione sensibile della pena: tre anni di reclusione, rispetto ai quattro anni e otto mesi di carcere comminati in primo grado.

Sempre il collegio giudicante ha concesso gli arresti domiciliari al camionista che ha già scontato due anni in cella e completerà l’espiazione della pena nella casa di famiglia, seguendo parallelamente un percorso di cura al Sert. Una svolta giudiziaria rimarcata dall’avvocato difensore Maria Silvia Grisanti al termine dell’udienza: «Sono soddisfatta dell’esito, a questo punto Zerbini potrà curarsi adeguatamente».

Ma per Zerbini non è finita qui, perché sta affrontando – in tribunale a Reggio Emilia – un altro procedimento per adescamento di minori. Si terrà conto della perizia psichiatrica del dottor Ariatti quando, l’11 luglio, giungerà la sentenza. L’avvocato difensore Maria Silvia Grisanti ha già depositato la relazione psichiatrica di parte che il pm Piera Giannusa ha poi analizzato, giungendo alla stessa richiesta della difesa di perizia psichiatrica super partes. E il giudice Iusto ha ammesso non solo la perizia psichiatrica, ma anche che Zerbini venga giudicato col rito abbreviato. —


 

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