Testa incastrata fra le inferriate Bambino liberato dai pompieri
Un alunno di nove anni prima di entrare in classe è rimasto bloccato fra le grate Intervento dei vigili del fuoco con un cuscino da sollevamento ad aria compressa
L’alunno di 9 anni stava entrando in classe, per la prima ora di lezione, quando ha pensato bene di infilare la testa nell’inferriata della scala, rimanendo incastrato. Momenti di panico, un accorrere di maestre, l’indecisione sul da farsi e infine l’allerta ai vigili del fuoco: il gioco mal riuscito ha messo in fibrillazione l’intera scuola primaria “Bergonzi”, ma per fortuna l’emergenza si è risolta con celerità e senza alcuna conseguenza fisica per il bimbo.
L’ACCADUTO
Il singolare episodio è accaduto ieri mattina alla scuola elementare a tempo pieno di via Francesco Paolo Tosti 1, una laterale di via Emilia Santo Stefano verso il lungocrostolo. Erano le 8.10 e gli alunni stavano entrando a grappoli nelle rispettive classi, quando un bambino di terza, che saliva al primo piano, giunto quasi alla fine delle scale ha infilato la testa in una grata di protezione del vano scala. «È stato un gesto solitario e imprevedibile, nessuno immaginava che avrebbe avuto questa pensata – fanno sapere dal plesso – È norma in tutte le scuole che le insegnanti attendano in aula gli alunni. Ma sugli ultimi gradini il bambino all’improvviso si è voltato, ha girato la testa di traverso e l’ha conficcata tra due sbarre della ringhiera interna: nemmeno lui pensava di rimanere imprigionato».
La sua maestra è accorsa, così come altri insegnanti e le bidelle.
«Abbiamo provato a usare il sapone nel tentativo di farlo scivolare, ma niente da fare: il collo aveva ampio spazio per muoversi, ma le orecchie non gli consentivano di tornare indietro. Era bloccato. Il bambino prima si è lamentato, poi si è spaventato e ha versato due lacrimucce, ma lo abbiamo consolato e si è subito calmato».
LIBERATO
La chiamata al 115 è avvenuta alle 8.20 e una squadra dei vigili del fuoco è arrivata con tempestività dal comando di via della Canalina, poco distante. L’intervento dei pompieri ha risolto il problema in pochi minuti: gli esperti hanno impiegato un cuscino da sollevamento ad aria compressa che, posizionato tra le sbarre della ringhiera, le ha allargate, liberando il piccolo. «Un grazie ai vigili del fuoco, che hanno ovviato al problema in un battibaleno: sono bastati pochi millimetri di flessione del metallo e in men che non si dica il bambino era libero», hanno proseguito i presenti. Libero e illeso, senza nemmeno il premio di consolazione di poter saltare la prima ora sui banchi, visto che le lezioni si sono svolte regolarmente. Unica conseguenza: una bella ramanzina. «All’alunno è stato spiegato che non era la scelta migliore quella che aveva fatto ed è stato invitato, per il futuro, ad astenersi da questo gioco pericoloso». —
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