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i dati della camera di commercio 

Le importazioni dalla Cina valgono 606 milioni di euro

Le importazioni dalla Cina valgono 606 milioni di euro

Ma in dieci anni le esportazioni dalla nostra provincia sono cresciute del 160%  Sulla via della Seta soprattutto prodotti alimentari e per i servizi di comunicazione

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REGGIO EMILIA. Cosa scaturirà dagli incontri del presidente cinese Xi Jinping – in visita in questi giorni nel nostro Paese – con le autorità istituzionali e di Governo italiane si saprà nelle prossime ore e si vedrà nei prossimi mesi, ma intanto è certo che per l’economia reggiana la “via della seta” rappresenta un volume di scambi complessivi per quasi un miliardo di euro: l’import dalla Cina raggiunge infatti un valore complessivo di 606 milioni di euro, a fronte di un export dalla nostra provincia che invece tocca quota 315 milioni.

VIA DELLA SETA

Così veniva infatti chiamato nell’antichità quel reticolo di itinerari terrestri, marittimi e fluviali – lungo circa ottomila chilometri – che collegava l’Italia alla Cina: un itinerario di scambio utilizzato prevalentemente per scopi commerciali, richiamato anche dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che proprio durante l’incontro con Xi Jinping ha sottolineato come la nuova via della Seta «deve essere una strada a doppio senso di percorrenza e lungo di essa devono transitare, oltre alle merci anche idee, talenti, conoscenze, soluzioni lungimiranti a problemi comuni e progetti di futuro».

LA SITUAZIONE

Per quanto riguarda i rapporti fra la Cina e la nostra provincia, i dati analizzati dall’Ufficio studi della Camera di Commercio reggiana evidenziano una netta prevalenza delle importazioni, anche se il trend di crescita dell’ultimo decennio è decisamente più alto per le esportazioni. Nel 2008, infatti, i flussi di prodotti reggiani verso la Cina valevano 122 milioni di euro, mentre nel 2018 – con un incremento del 160% nel decennio – sono saliti a 315 milioni, cifra che rappresenta il 16% delle esportazioni emiliano-romagnole verso quel Paese.

Le importazioni dalla Cina sono aumentate, nello stesso periodo, del 20%, ma la differenza, in termini di valore assoluto, resta elevata; partendo da un valore che nel 2008, con 508 milioni, era di quattro volte superiore alle esportazioni reggiane, le importazioni sono infatti salite a 606 milioni.

IL CONFRONTO

Nel 2018 la Cina (che è all’ottavo posto tra i Paesi di destinazione dei prodotti reggiani) ha confermato la sua vivacità nelle esportazioni in terra reggiana, tanto da collocarsi al primo posto della graduatoria dei Paesi dai quali importiamo di più, seguita da Germania, Francia e Turchia. I prodotti cinesi che arrivano nella nostra provincia sono soprattutto appartenenti all’attività manifatturiera (che da sola è arrivata ad un valore di 605 milioni nel 2018); allo stesso comparto appartengono anche i prodotti più esportati dalle imprese reggiane in quell’area.

I COMPARTI

Dopo il settore manifatturiero, la voce più rilevante per l’import reggiano dalla Cina è relativa ai prodotti alimentari (prodotti dell’agricoltura, della silvicoltura e della pesca per 255.000 euro), mentre per l’export sono secondi, in graduatoria, i prodotti delle attività dei servizi d’informazione e comunicazione. —

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