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m5s e civici 

«Memoria cancellata» Le opposizioni bocciano il progetto

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REGGIO EMILIA. «Con l’inaugurazione dei Chiostri di San Pietro continua il disfacimento della memoria storica di Reggio, già privata delle sue piazze principali, che non hanno più alcuna caratterizzazione che ricordi le nostre radici e che dimostrano la totale insensibilità alle istanze dei reggiani e la totale incapacità progettuale e propositiva delle amministrazioni che si sono succedute negli ultimi 15 anni». Lo affermano Rossella Ognibene, candidata a sindaco per il M5s e Alessandra Guatteri, capogruppo pentastellata in Sala tricolore, sul progetto di restauro del complesso monumentale della via Emilia, che sarà inaugurato oggi.

I sindaci Graziano Delrio e Luca Vecchi, proseguono inoltre le esponenti dei 5 stelle, «sono stati capaci di andare avanti come dei caterpillar mentre storici e architetti avvisavano che la strada non era quella giusta».

E ancora: «Un monumento che doveva diventare l’elemento culturale della nostra città, è stato dequalificato, senza che si facesse un concorso di idee, ma sempre e solo con un’idea a senso unico, sorda e cieca a tutte le proposte che sono arrivate in questi anni».

Insomma, chiudono Guatteri e Ognibene, si tratta dello «sfregio finale alla nostra storia, che non si potrà riparare».

Pollice verso al restauro anche da un’altra candidata a sindaco, Cinzia Rubertelli sostenuta da Alleanza Civica, che parla di «scempio», da parte di una amministrazione «incapace e superficiale».

Nel mirino di Rubertelli, in particolare, finisce il nuovo laboratorio dedicato all'innovazione sociale inserito nel complesso. «La scelta d’insediare usi e funzioni diverse da quelle che sarebbero proprie di quegli spazi rappresenta politicamente una chiara manifestazione di ignoranza culturale e insensibilità dei luoghi di così alto valore storico e artistico oggetto di recupero».

Per Rubertelli inoltre «lungo purtroppo è ormai l’elenco dei cantieri inutili e dannosi in città, sintomo di un approccio all'insegna del “ fare tanto per fare” con sperpero di risorse e danni incalcolabili». —

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