Padiglioni scoperchiati e perdite d’acqua «Fiere al collasso»
L’allarme del direttore Setti sulle condizioni della struttura «Danni sempre più ingenti, spesi 30mila euro in 20 giorni»
REGGIO EMILIA. Padiglioni scoperchiati dal vento, consistenti perdite d’acqua e una manutenzione sempre più costosa, con una spesa arrivata a 30mila euro solo negli ultimi 20 giorni. È la situazione in cui versano le Fiere di via Filangieri nel resoconto del direttore, Matteo Setti.
IL FUTURO
Conclusa da poco l’esposizione internazionale canina, e ormai a pochi giorni dal Camer, le Fiere si trovano in una situazione difficile. Non solo per l’ennesima recente fumata nera nella procedura di vendita (la prossima asta è prevista il 3 aprile, con un ennesimo ribasso). Ma anche a causa di problemi legati alla vetustà delle strutture. Difficoltà che, per Setti, si trasformano in danni ingenti su cui è necessario intervenire con un dispendio ingente di fondi.
I PROBLEMI
«Abbiamo subito problemi di non poco conto agli impianti idraulici e le tubature – spiega Setti – Si sono verificate perdite consistenti di acqua, con la necessità di due interventi in due settimane. Abbiamo effettuato le riparazioni, la seconda è ancora in corso, ma dai contatori riscontriamo che ci sono tutt’ora perdite. Il problema è che non riusciamo a circoscrivere i punti in cui intervenire perché tutta la rete sembra al collasso. Riusciamo a capire dove effettuare riparazioni solo quando vediamo la perdita affiorare in superficie. Negli ultimi 20 giorni abbiamo dovuto spendere 30mila euro, solo per l’impianto idraulico».
IL VENTO
Danni che non sono stati i soli ad aver colpito le strutture. Prosegue Setti: «Una decina di giorni fa, in occasione del forte vento che ha causato problemi in diverse zone della provincia, ancora una volta i tetti dei padiglioni hanno subito danni e parziali “scoperchiamenti” come lo scorso anno. Le strutture in generale evidenziano i segni del tempo e la necessità di ristrutturazioni che vadano oltre l'emergenza e le riparazioni “tampone” di volta in volta. Riparazioni che comunque non fanno altro che minare una capacità di programmazione degli eventi già fortemente limitata dalla contingenza temporale della gestione, distogliendo preziose risorse per investimenti che altrimenti potrebbero essere mirati al miglioramento dei contenuti delle manifestazioni e dei servizi rivolti al pubblico». —
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