“Sparisce” il bombolone del gas: rimane al freddo l’ambulatorio del dottore
Succede al Muraglione dove l’attività del medico di base ha subito forti ripercussioni. I pazienti preoccupati per il presidio
BAISO. Un ambulatorio medico resta al freddo e l’attività rischia di subire pesanti ripercussioni a causa di un serbatoio esterno del gas “sparito” nel nulla. Una scomparsa che non avrebbe nulla a che fare con un furto e alla quale ora si cerca di porre rimedio nel più breve tempo possibile. Il problema è che non parliamo di un ambulatorio medico qualsiasi, ma di quello di Muraglione, che serve una vasta area montana ai margini del fiume Secchia – fino ad arrivare a Cerredolo – e senza il quale i pazienti si troverebbero a dover macinare parecchi chilometri (da dieci a venti, nei saliscendi delle strade montane) per avvalersi dell’assistenza sanitaria di base andando fino a Baiso.
Non a caso un anno fa fu richiesto a gran voce dai residenti della zona che si mantenesse un presidio più facilmente raggiungibile e per questo fu scelta, in via provvisoria, la soluzione della struttura di via Muraglione 3. Nadia Lusoli è il medico di base che, di punto in bianco, si è trovata, martedì scorso, a dover lavorare con l’ambulatorio al freddo. Giovedì ha usato una stufetta elettrica per la stanza dove visita, ma la sala d’aspetto è rimasta al freddo. Non proprio il massimo per pazienti che già arrivano con qualche problema di salute.
Ma ora il rischio è che i disagi potrebbero essere ben maggiori, dal momento che l’ambulatorio, privo di riscaldamento, rischia la chiusura. Abbiamo contattato la dottoressa, dopo che in Gazzetta è arrivata la segnalazione del disagio vissuto dai pazienti. L’ambulatorio di Muraglione viene aperto due volte a settimana, il martedì e giovedì.
«Sono seriamente preoccupata per i miei pazienti e il disagio che vorrebbe dire per loro arrivare fino a Baiso per una visita – dice per prima cosa la dottoressa Lusoli –. Ma non posso tenere aperto un ambulatorio al freddo. Quando ho visto che il riscaldamento non funzionava, ho chiamato il proprietario dell’edificio. Al suo arrivo abbiamo realizzato che il serbatoio del gas era sparito: un bombolone esterno che può contenere fino a 200 euro di gas». In serata poi la scoperta che a prelevarlo era stata la ditta che lo aveva ceduto in cauzione.
Un bombolone del genere ha una capienza che si aggira sui 1.000-1-500 litri e un peso che può variare dai 300 ai 500 chili. Per portarlo via era stata infatti necessaria una certa perizia e un mezzo adatto per caricarlo. L’area è a libero accesso, quindi non è stato difficile arrivarci.
«Si pensava di farci dare una mano da un’azienda del settore. Una sorta di prestito. Ma non posso farlo a mie spese», precisa la dottoressa Nadia Lusoli. Nell’attesa, cresce tra i pazienti la preoccupazione. —
M.F.
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