Strage di Bologna si indaga nuovamente sul killer Paolo Bellini
La Procura generale chiede al gip la revoca dell’archiviazione I familiari delle vittime: «Positivo che si allarghi l’inchiesta»
BOLOGNA. Paolo Bellini, il killer reggiano che «sussurrava ai boss», la “Primula nera” dai tanti misteri, è nuovamente finito sotto la lente della Procura generale di Bologna che sta indagando sui mandanti della strage del 2 agosto 1980 causata da una bomba che provocò 85 morti e 200 feriti.
NEL ’92 l’archiviazione
Dopo l’esplosione dell’ordigno in stazione a Bologna era stato indagato dai magistrati perché ritenuto complice degli attentatori. La sua posizione era però stata archiviata nel 1992 per mancanza di prove. Ma oggi, a distanza di 27 anni, viene chiesto al gip di revocare quel vecchio decreto di archiviazione. Secondo i magistrati che indagano sui mandanti della strage – cioè il procuratore generale Ignazio De Francisci, il sostituto Nicola Proto e l’avvocato generale Alberto Candi – il fascicolo di Bellini va riaperto alla luce di «nuovi elementi». In che veste e con che ruolo partecipò è ancora top secret, di certo c’è che gli inquirenti hanno scoperto qualcosa di inedito. La richiesta di revoca dell’archiviazione verrà discussa il 28 maggio davanti al gip Francesca Zavaglia. «Se ci sono elementi per allargare le indagini è un fatto positivo», anche perchè «non è nemmeno lontanamente pensabile che la strage possa essere stata eseguita da tre o quattro persone che si definiscono spontaneisti, ma non lo erano».
I FAMILIARI DELLE VITTIME
Così Paolo Bolognesi – presidente dell'associazione dei famigliari delle vittime della strage del 2 agosto 1980 – commenta la decisione della procura generale. Sempre Bolognesi afferma che «c'erano altre persone coinvolte». Ovviamente, però, al momento non si sa quali elementi la procura generale abbia raccolto per chiedere la revoca dell’archiviazione di Bellini che come ricorda Bolognesi «viene solo sfiorato nelle carte che abbiamo messo a disposizione della magistratura». Bellini fu collegato alla strage perchè due testimoni sostennero che era in stazione a Bologna il 2 agosto 1980 e anche perchè, quando andava a Bologna, si appoggiava ad un affittacamere vicino alla stazione. Tra l'altro, dalle indagini dell'epoca emerse che proprio la notte del 2 agosto 1980 l'allora procuratore capo di Bologna – Ugo Sisti – si trovava alla Mucciatella (località di Quattro Castella) nell'albergo del padre di Bellini. Sisti venne indagato per favoreggiamento nei confronti di Bellini e poi prosciolto nel 1983. Inoltre in una delle agende di Gilberto Cavallini (ex Nar, ora sotto processo a Bologna per concorso nella strage) contenente i nomi di una serie di estremisti di destra, compare un certo Giorgio Bellini, il cui nome è affiancato dalla data del suo ingresso in carcere e da quella di un omicidio avvenuto nel Reggiano, date che corrispondono a quelle dell'ingresso in carcere e di un delitto commesso da Paolo Bellini. —
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