Gazzetta di Reggio

Reggio

IL PEDIATRA boni 

«Un errore la chiusura del punto nascite»

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CASTELNOVO MONTI. Dopo la richiesta di «maggior rispetto» da parte dei medici dell’area perinatale Ausl, interviene Carlo Boni, pediatra Ausl, che da tempo sostiene il gruppo “Insieme per il Sant’Anna”. «Sono assolutamente d’accordo coi colleghi – afferma –. Un parto prematuro deve avvenire dove c’è una Terapia intensiva neonatale. Il trasporto in utero è sempre da preferire. Da più di 20 anni si dice e si auspica. Mi pareva però d’aver capito che il comitato, nel descrivere la situazione eventuale a Castelnovo, prevedesse l’assistenza a neonato a termine nel verificarsi di emergenza non prevedibile e in quel caso, come ho avuto modo di spiegare negli incontri al ministero con i colleghi del Comitato percorso nascita nazionale e con il sottosegretario del ministro, il punto nascite di Castelnovo aveva ciò che serviva per far fronte all’emergenza. Altro ancora è immaginare una prima valutazione ostetrico-ginecologica in urgenza e un eventuale invio a Reggio, ma per questo occorre almeno una guardia ginecologica H24 che avrebbe forse evitato il volo in elicottero, ma che è stata improvvisamente sospesa senza preavviso mesi fa. Non è in mio potere prendere decisioni di programmazione sanitaria, ma credo che aver chiuso il punto nascite di Castelnovo sia stato un errore; aveva e ha un senso chiudere i punti nascite di Scandiano o Montecchio, ma quello della montagna si doveva cercare di mantenerlo aperto, considerando quanto di buono era già stato fatto dalla direzione generale sulla sicurezza del servizio». —

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