Furto, torna nei guai il 43enne che puntò l’arma contro un agente
REGGIO EMILIA. Il georgiano 43enne Apolon Giorgadze che quasi all’alba di venerdì è stato arrestato dalla polizia per il furto di poco meno di dieci euro in monete al bar “Le Tre Torri” di via Petrolini, era stato al centro – due anni fa – di un fatto di cronaca non indifferente: scoperto a rubare, sfilò all’agente intervenuto la pistola dalla fondina, per poi puntargliela contro.
POLIZIOTTO MINACCIATO
Una vicenda violenta che aveva sfiorato esiti tragici e scosse non poco l’opinione pubblica. Giorgadze finì subito in carcere, uscendone solo un mese fa per tutta una serie di eventi giudiziari: prima la scadenza dei termini che gli ha aperto le porte del carcere ma con l’obbligo di firma quotidiano e il divieto di espatrio, poi una settimana fa la “sforbiciata” in Appello della condanna (da 8 anni a 4 anni e mezzo di reclusione). Ora questo nuovo guaio che ieri mattina – difeso dall’avvocato Federico Bertani – ha portato il georgiano davanti al giudice Sarah Iusto per l’udienza di convalida dell’arresto. Il 43enne in aula nega di essere lui l’autore del furto. In tasca gli hanno trovato delle monetine che per la barista sono proprio lo stesso quantitativo di quelle custodite all’interno del registratore di cassa del locale svuotato durante il furto. Non gli sono stati trovati addosso attrezzi per lo scasso (la porta del bar è stata forzata probabilmente con un cacciavite). Oltre alle monetine, a collegare – secondo la polizia – Giorgadze a quanto avvenuto nel bar sarebbero il suo passeggiare nel cuore della notte proprio nelle vicinanze del bar derubato e l’essere stato riconosciuto dalla barista che alla mattina l’aveva visto aggirarsi dentro il locale con fare sospetto.
«MANCANO LE PROVE»
Una ricostruzione investigativa che ieri ha portato il pm Isabella Chiesi (titolare delle indagini) a chiedere per il georgiano l’obbligo di dimora e la permanenza di notte nell’abitazione. Misure restrittive non condivise dal giudice Iusto che ha convalidato l’arresto, ma contemporaneamente liberato l’imputato che verrà processato il 9 maggio. «Non vi sono prove che sia stato lui a rubare nel bar», si limita a dire l’avvocato Bertani al termine dell’udienza. —
T.S.
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
