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Precipita con il parapendio a motore e muore

Precipita con il parapendio a motore e muore

La vittima è Raffaele D’Antonio, 34 anni, residente a Reggio Emilia. Il presidente dell’Aeroclub: «Un malore»

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CASALGRANDE. Un parapendista reggiano di 34 anni è morto nel tardo pomeriggio di domenica 24 marzo, a Casalgrande, precipitando col suo paramotore in un campo alla periferia del paese. La vittima è Raffaele D’Antonio. Abitava a Reggio Emilia e faceva parte dell’Aeroclub Sassuolo, che frequentava da tempo.

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“Inspiegabili” le cause della tragedia, dato che il paramotore – o parapendio a motore – è considerato particolarmente sicuro, dal momento che il pilota ha comunque sulla testa la classica ala flessibile, chiamata anche vela. Inoltre, le condizioni meteo ieri erano pressoché perfette. Per questo gli “addetti ai lavori” non sanno spiegarsi la tragedia. Il decollo avviene in pianura liberando il pilota dalla necessità del decollo da un pendio. Il motore, con l’elica propulsiva, è alloggiato su un telaio collocato a mo’ di zaino sulle spalle del pilota. Al telaio è anche agganciata la velatura tramite moschettoni collegati alle bretelle della vela.

L’allarme è scattato poco dopo le 18 quando due dei tre piloti di paramotore decollati da Sassuolo si sono accorti che alle loro spalle non c’era più il terzo componente del gruppetto. Sono pertanto tornati indietro e hanno avvistato la vela del paramotore a terra, a poca distanza dalla pedemontana. Immediatamente hanno dato l’allarme, e sul campo tra via De Nicola e via Einaudi sono attivate l’ambulanza di Casalgrande, l’automedica di Scandiano, l’elisoccorso di Parma, i carabinieri e i vigili del fuoco. I sanitari hanno tentati di rianimare Raffaele D’Antonio, ma le ferite riportate non hanno lasciato scampo.

I tre amici stavano concludendo una “due giorni” di “volo minimale” – come viene chiamato per la semplicità delle attrezzature usate – organizzata dall’aeroclub sassolese.

Paolo Gambuli, presidente dell’Aeroclub Sassuolo, esprime il cordoglio dei circa 100 associati e la definisce «una tragedia inspiegabile, a meno che vi sia stato un malore. Inspiegabile per le caratteristiche del mezzo, tali da rendere il volo estremamente sicuro. Il paramotore ha anche una radio che consente di lanciare un allarme in caso di problemi, ma in questo caso non è stata usata. Per questo penso a un malore improvviso». —

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