«Carenza di sedi e di organico I candidati ci ascoltino»
REGGIO EMILIA. «Siamo a disposizione di tutti i candidati, è necessario che chi si candida a fare il sindaco sia a conoscenza di quali siano le problematiche del locale Comando di Polizia, con l’auspicio che quanto sbandierato in campagna elettorale si tramuti in nuovi servizi a tutela della sicurezza dei cittadini». È l’appello lanciato dal Sulpl (Sindacato unitario lavoratori polizia locale), ai candidati sindaco dei numerosi Comuni reggiani che andranno al voto il 26 maggio, segnalando alcuni dei problemi che il corpo ha in diversi distretti della nostra provincia.
Il punto
«In queste settimane in cui i partiti stanno stilando i programmi per i prossimi cinque anni di governo locale, il Sulpl vuole sottolineare l’assoluta necessità di investimento nella polizia locale in ogni territorio», afferma il coordinatore provinciale, Luca Falcitano. Problematiche che, secondo Falcitano, si estendono «dalla città fino alla montagna», dove «esistono evidenti carenze in materia di sedi, organici, attrezzature, e tutto ciò si ripercuote a cascata sull’impossibilità in alcune situazioni di garantire un efficace presidio del territorio. L’auspicio è che i vari candidati siano consapevoli delle evidenti carenze, ma duole dirlo ad oggi abbiamo letto solo di candidati che lanciano slogan senza entrare nel merito delle vere necessità».
GLI ESEMPI
«Per fare qualche esempio andiamo dalle evidenti carenze in materia di personale dell’Unione Colline Matildiche e dell’Unione Pianura Reggiana (che rasentano carenze del 50%) fino a strutture inidonee ad ospitare comandi di polizia, come avviene nelle sedi di Cadelbosco Sopra e Castelnovo Sotto dell’Unione Terra di Mezzo o a nella sede di Scandiano dell’Unione Tresinaro-Secchia al centro di problematiche collegate alla proprietà della sede – spiega il coordinatore Sulpl –. Nell’Unione Bassa Reggiana, dove è stato attivato il terzo turno della polizia locale, sarà necessario procedere all’assunzione di diversi operatori che, tra pensionamenti dovuti a quota 100 o trasferimenti, verranno a mancare».
IL CAPOLUOGO
«Reggio Emilia – aggiunge Falcitano – evidenzia una carenza di organico pari a circa 40 operatori, la mancanza di nuclei importanti come un nucleo cinofilo (oggi viene garantita la presenza due giorni a settimana del nucleo cinofilo della montagna) e di investimenti nelle dotazioni degli agenti, come ad esempio l’avvio della sperimentazione del Taser e il collegamento alle banche dati delle forze di polizia come previsto dal Decreto Sicurezza».
Per Falcitano, «a queste problematiche vanno aggiunte scelte politico-amministrative (che riguardano anche altri enti come l’Ausl) che non hanno tenuto (e non tengono) conto della struttura dei comandi, vedi ad esempio l’apertura del Servizio di diagnosi e cura a Correggio, che ha mandato in crisi il comando della pianura reggiana, che con soli 30 agenti sta affrontando tutte le necessità e le problematiche dei Tso che prima erano gestiti a Reggio (corpo di 160 agenti)». —
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