Giornata dell’etica L’Ausl di Reggio chiama Pietro Bartolo
Oggi in cattedra il medico volontario di Lampedusa In mattinata in Sala Tricolore riceverà il premio Dossetti
«A Reggio, noi i migranti li curiamo. Anche per tutelare gli indigeni». Un concetto, questo, che il direttore generale dell’Ausl-Irccs Santa Maria Nuova, Fausto Nicolini non manca mai di ribadire. E che oggi pomeriggio nei lavori della annuale Giornata dell’Etica, troverà la sua rappresentazione plastica, quando “in cattedra” salirà Pietro Bartolo, il medico che da anni a Lampedusa costituisce il primo approdo sanitario per coloro che sbarcano dalle carrette del mare e comunque finiscono sulle coste italiane. Nella sua carriera di medico sulla spiaggia ne ha visitati più di 300mila. E, nelle loro piaghe difficilmente ha riscontrato i segni di quella “pacchia” di cui parla Salvini. Invero, la giornata reggiana di Pietro Bartolo comincerà questa mattina in Sala del Tricolore. A lui verrà infatti consegnato il “Premio Dossetti”, proprio in ragione del suo impegno umanitario.
Poi nel pomeriggio porterà la sua testimonianza alla sesta Giornata dell’Etica dell’Ausl reggiana. Tema: “Accoglienza e assistenza alla popolazione immigrata”.
Tra i contributi previsti c’è anche quello di un medico reggiano, il pediatra Giorgio Benaglia, già sindaco di Guastalla con una giunta di centrodestra. Ma soprattutto volontario in diverse missioni umanitarie sulle navi che nel mediterraneo hanno soccorso migliaia di migranti.
Indicato dall’Ordine dei medici di Reggio, Benaglia racconterà la sua esperienza: «Ho partecipato a due missioni nel 2014 con Mare Nostrum e poi nel 2016 quando invece eravamo già alle prese con la missione Frontex. A bordo di navi militari italiane - dice - ho partecipato a due salvataggi: 800 persone nel primo caso, 940 nel secondo. Assieme all’ostetrica Manuela Santangelo (anche lei tra i relatori oggi nella Giornata dell’etica) ho fatto nascere un bimbo sulla nave». A chi gli chiede un giudizio sulle attuali politiche del governo italiano sul versante dell’immigrazione, Benaglia risponde in modo sibillino: «Mi pare che, con un diverso stile, Salvini stia comunque proseguendo un lavoro già iniziato dal suo predecessore Minniti».E in effetti, non mancano in questi mesi gli accenni critici verso le recenti scelte politiche italiane su questo tema, anche alla luce delle notizie che arrivano su quel che accade sulle coste libiche. «Se mi si chiede se io, visitando i migranti abbia mai riscontrato segni di sevizie o torture, rispondo che non è facile stabilirlo con una semplice visita obiettiva: il caldo, il sole, l’acqua salata del mare rendono tutto estremante indefinito: chi può dire quale sia l’origine di una piaga.
Quel che posso dire e che, anche alla luce delle notizie che continuamente ci arrivano da quei luoghi, un intervento dell’Onu sarebbe auspicabile». —
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