I genitori agli inquirenti: «Per noi era normale fare in questo modo»
Paese sconvolto nel giorno della festa di San Giuseppe mentre il sindaco Mammi parla di «un fatto gravissimo» e chiede «pene severe»
scandiano. «Per noi era normale fare così». Poche parole quelle pronunciate dai genitori del neonato di cinque mesi ai carabinieri quando, venerdì sera, hanno portato il figlioletto all’ospedale di Scandiano in gravissime condizioni.
La “normalità” alla quale si riferiva la coppia, un quarantenne e una trentenne ghanesi con regolare permesso di soggiorno, era quella di praticare la circoncisione rituale in casa, senza rivolgersi al servizio sanitario.
Una barbarie culturale che ha drammaticamente provocato il decesso del piccolo poche ore dopo il trasporto al Sant’Orsola di Bologna. Gli stessi genitori saranno interrogati più a lungo dai militari dell’Arma in questi giorni, mantenendo però il massimo riserbo sulla loro identità.
Una decisione imposta dalla stessa procura anche per tutelare gli altri tre figli della coppia, tutti minorenni. D’altronde uno degli obiettivi dei carabinieri è proprio tutelare loro, i figli, cercando di capire se anche loro siano stati sottoposti alla stessa pratica clandestina. Ieri mattina, intanto, la tragedia della morte del neonato ha iniziato a diffondersi per Scandiano, paese nel quale la famiglia abita da tempo. E anche se la comunità ghanese è piuttosto ristretta nel paese – circa una cinquantina di persone – e nessuno sembra conoscere personalmente la coppia, il fatto che un concittadino in così tenera età sia morto ha sconvolto i residenti, proprio nel momento della festa.
Tutto il centro cittadino, infatti, ieri era invaso da bancarelle e sorrisi per il gran finale della fiera di San Giuseppe, la principale sagra scandianese ed una delle più importanti della primavera reggiana. Sorrisi che si sono presto tramutati in rammarico.
«Non posso credere sia successa davvero una cosa simile – racconta una famiglia a passeggio fra le bancarelle – non qui, non nel 2019. È un fatto gravissimo, sconvolgente, siamo senza parole». C’è poi anche chi, nonostante tutto, prova a mettersi nei panni dei genitori del neonato deceduto: «Pratiche del genere – spiega una signora seduta al bar – sono barbare e incivili. Bisognerebbe fare di più per disincentivarle ma penso anche che i genitori di quel piccolo ora siano sconvolti dal dolore. Senza nulla togliere alle loro eventuali responsabilità, sono convinta che non volessero certo la morte di loro figlio».
A parlare di un «fatto gravissimo» è infine lo stesso sindaco di Scandiano, Alessio Mammi: «Sono molto dispiaciuto per quanto accaduto, preoccupa che ci siano ancora sacche di arretratezza culturale di questo tipo e auspico che se l’indagine dovesse certificare che la morte del neonato è avvenuta dopo questo atto all’interno delle mura domestiche, venga applicata una pena esemplare. Si tratta di un omicidio». —
L.G.
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
