Nuova vita alla Biblioteca dei Canonici: saranno consultabili 12mila libri antichi
Reggio Emilia, il restauro dei locali, che si affacciano su piazza Prampolini, è reso possibile dal bando Cresco della Fondazione Manodori
REGGIO EMILIA. Una biblioteca nascosta, o meglio sconosciuta, contenente circa dodicimila volumi antichi, molti dei quali del Cinquecento.. Si tratta della Biblioteca dei Canonici, un tesoro di immenso valore storico e culturale che si affaccia su piazza Prampolini. Chiuso dal 1953, questo luogo potrebbe finalmente tornare a disposizione del pubblico, delle scuole e degli storici, con la possibilità di ospitare presentazioni di libri e incontri culturali.
Se di progetto ancora non si può parlare (la Soprintendenza deve ancora dare il via libera), questa intenzione è figlia del bando Cresco attivato due anni fa dalla Fondazione Manodori per promuovere progetti a forte ricaduta per la comunità.
Nato da un accordo con Banca Prossima, l’istituto del Gruppo Intesa Sanpaolo dedicato esclusivamente al mondo del no profit per favorire l’accesso al credito agli enti e alle organizzazioni senza fini di lucro, il bando prevede il finanziamento di quattro progetti sul nostro territorio per un totale di 450 mila euro: uno riguarda il Teatro Artigiano di Massenzatico, uno il Centro d’ascolto contro la povertà gestito dalla Caritas (che servirà anche per avviare un contatto diretto con le persone in difficoltà e fornire loro un primo aiuto), un altro riguarda la sistemazione della struttura che ospita la Mensa del Vescovo, per garantire un pasto agli indigenti per tutto l’anno.
L’ultimo, non certo per importanza, prevede il restauro dei locali attualmente in disuso della Biblioteca dei Canonici e della Sala del Consiglio che si affacciano su piazza Prampolini.
LA STORIA
La Biblioteca dei Canonici, anche detta Capitolare, è nata intorno all’anno 1000 dalla necessità di raccogliere libri e manoscritti legati alla presenza di una scuola del Capitolo nella struttura ecclesiastica reggiana.
Le raccolte, lungo i secoli, si sono arricchite di importanti donazioni e lasciti.
Nel Cinquecento la nuova sede della biblioteca è stata collocata nella parte più nobile del Palazzo dei Canonici, verso piazza Prampolini, e decorata con eleganza signorile in pieno spirito rinascimentale. La struttura è chiusa dal 1953 e, senza questo intervento, «tutto il patrimonio di storia e cultura che custodisce rimarrebbe inaccessibile» commenta il presidente della Manodori, Gianni Borghi.
«Il bando Cresco – spiega – è uno degli strumenti innovativi che la Fondazione Manodori ha messo in campo in questi anni a supporto delle fragilità sociali diffuse. In un momento delicato e complesso come quello che stiamo attraversando, riteniamo che possa essere di particolare interesse avere un appoggio per ottenere il credito necessario a far decollare idee a favore della comunità. Grazie al bando Cresco daremo nuova vita a una biblioteca, a un teatro, a un centro d’ascolto, a una mensa per i poveri – conclude Borghi – luoghi che cambiano e mutano la geografia sociale e i rapporti umani, incentivando la diffusione della cultura, della conoscenza e le occasioni di incontro e di scambio. Con attenzione ai più deboli». —
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