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BIBBIANO 

Truffa delle pensioni dei morti in carcere ex dipendente Inps

Truffa delle pensioni dei morti in carcere ex dipendente Inps

Dal computer del suo ufficio dava disposizioni di pagamento a favore di famigliari Accertati 34 versamenti per 218mila euro. Condannata a quattro anni e tre mesi

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BIBBIANO. Ha orchestrato una incredibile truffa, mettendo cioè all’incasso (a favore dei famigliari) le pensioni d’invalidità di persone decedute e senza eredi. Per questi motivi i carabinieri della stazione di Bibbiano hanno arrestato Patrizia Ferraioli, 51enne salernitana residente a Bibbiano, dando esecuzione all’ordine di carcerazione emesso dall’Ufficio esecuzioni penali della Corte d’Appello di Bologna. La donna deve scontare la pena di 4 anni, 3 mesi e 20 giorni di reclusione per i reati di accesso abusivo ad un sistema informatico, detenzione e diffusione di codici d’accesso e truffa aggravata.

LA VICENDA

La vicenda risale al 2013. La segnalazione era partita da Roma, dall’Inps nazionale: a far sorgere il sospetto che qualcosa di poco chiaro fosse in corso era stata la scoperta dell’utilizzo di alcuni codici fiscali risultati intestati a persone già decedute. Era l’inizio di accertamenti approfonditi – cinque gli anni passati al setaccio (dal 2008 al 2013), mentre la dipendente veniva licenziata – da parte dei finanzieri e parallelamente di ispettori interni dell’Inps.

Secondo gli inquirenti, la truffa sarebbe andata avanti per anni e veniva orchestrata direttamente dalla scrivania della dipendente infedele. La stessa Procura regionale (nell’ambito del procedimento poi sfociato davanti alla Corte dei Conti) ha esaminato prima 17 pagamenti avvenuti nella sede dell’Inps di Reggio effettuati tra il 2008 e il 2012, apparsi irregolari e incassati da beneficiari che non avevano alcun rapporto di parentela con i defunti, nonostante si trattasse di ratei che sarebbero dovuti andare agli eredi. Ratei creati ad arte dall’ormai ex dipendente, che era in grado di accedere dal suo computer ai dati anagrafici dei defunti, dando così giustificazione ai pagamenti.

Una parte delle operazioni sarebbero state effettuate dal pc della collega di stanza della truffatrice, la quale ha poi scagionato la vicina di scrivania confessando di essere l’unica artefice dell’operazione, tentando di tirare fuori dai guai anche i famigliari. Sotto la lente delle indagini sono finiti 34 versamenti, per un totale di 218 mila euro destinati alle famiglie di reggiani defunti.

L’ESECUZIONE

La sentenza di condanna della donna, divenuta definitiva, ha quindi visto l’Ufficio esecuzioni penali della Corte d’Appello di Bologna emettere a carico della 51enne un provvedimento di esecuzione di pene concorrenti: 4 anni, 3 mesi e 20 giorni di reclusione. I militari di Bibbiano, ricevuto il provvedimento restrittivo, vi hanno dato esecuzione arrestando la 51enne, che dapprima è stata condotta in caserma per le formalità di rito per essere poi tradotta nella sezione femminile del carcere di Modena per l’espiazione della pena. —

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