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Avviati i lavori del parcheggio e il consolidamento della rupe

Avviati i lavori del parcheggio e il consolidamento della rupe

Interventi importanti per il turismo. Protesta l’esperto di etnobotanica Morelli «Estirpati gli esemplari di violaciocca gialla, che fa parte della storia del castello» 

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canossa. Sono iniziati ieri i lavori per la realizzazione din un parcheggio per gli autobus e le auto ad alcune centinaia di metri di distanza dal castello di Canossa.

L’intervento, atteso da tempo, consentirà di risolvere uno dei tanti problemi che limitano l’accesso dei turisti alla storica rupe matildica.

Nel frattempo proseguono le trattative tra l’amministrazione comunale e il proprietario del ristorante (chiuso da alcuni anni) ai piedi della rupe, finalizzate a ottenere il via libera al parcheggio delle auto nel piazzale da cui parte il viottolo che sale al castello. L’area, che appartiene, al proprietario del ristorante, è stata transennata per evitare la sosta delle auto. Tutto ciò perché eventuali responsabilità ricadrebbero sul proprietario.

IL CONSOLIDAMENTO

Nei giorni scorsi sono iniziati i lavori di consolidamento della rupe, che fanno parte di un intervento lungo (un paio di anni) e costoso (oltre 1,6 milioni di euro). Lavori che comportano il carotaggio per una trentina di metri in modo da agganciare le parti solide della rupe stessa – la base e la vetta – alla parte intermedia, più “morbida” e meno stabile. I lavori hanno comportato, nei giorni scorsi, anche il rifacimento delle tubature idrauliche della zona attorno al castello matildico e l’abbattimento di due alberi cresciuti sulle pareti della rupe, sporgenti per circa 6 metri, oltre ad altre piante in zona.

LA PROTESTA

Quest’ultimo intervento ha determinato la protesta di un esperto in botanica, Villiam Morelli, che teme la scomparsa di specie rare come l’Erysimum Cheiri”, presente, in provincia di Reggio Emilia, nell’area del castello di Canossa. È una specie rara, la “violaciocca gialla” (o “pianta dei cantanti”), come afferma Villiam Morelli di Bibbiano, che da sempre si occupa di etnobotanica. Durante una visita al castello, si è accorto che la “violaciocca gialla” era stata distrutta lungo le pareti della rupe.

«La flora impiantata durante la storia del castello fa parte della storia stessa del castello, ma questo non interessa a nessuno», dice Morelli. «Era una di quelle piantate appositamente sulle mura dei castelli per vari scopi».

Ma «tutto è stato distrutto da una accurata “pulizia”». La pulizia cui fa riferimento Villiam Morelli è quella compiuta durante i lavori di questi giorni.

Il Comune di Canossa, ieri interpellato, non ha fornito risposte sugli interventi in corso e anche sulla protesta dell’esperto in botanica.

Lo stesso Morelli, però, sembra consapevole del fatto che le sue parole sortiranno ben pochi effetti: «Si combatte contro i mulini a vento».

«È un macello, per queste specie», continua Morelli che, tra le sue passioni, ha anche quella di organizzare visite guidate all’interno dei parchi e dei castelli, compreso quello di Canossa. «Penso che, finiti gli impegni, smetterò di fare visite guidate, corsi e conferenze, perché non riesco a sopportare tutto ciò».—

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