Gazzetta di Reggio

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QUATTRO CASTELLA, DIBATTITO DELLA CARITAS 

Immigrati, critiche al decreto Salvini «Limita le possibilità di accoglienza e favorisce la presenza di clandestini»

Giuseppe Orlandini

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QUATTRO CASTELLA. Per iniziativa della Caritas interparrocchiale di Quattro Castella e Vezzano, nei giorni scorsi è stato organizzato un pubblico dibattito nel salone dell’ex cinema Grasselli di Montecavolo al quale hanno partecipato in qualità di relatori Guido Giarelli,volontario Caritas e consigliere comunale, con la funzione di moderatore; Serena Foracchia, assessore alle relazioni internazionali del Comune di Reggio Emilia; Simona Nicolini della “Dimora di Abramo”; Simone Lusuardi della Coop L’Ovile di Reggio Emilia; Valerio Corghi della Caritas diocesana di Reggio Emilia.

Il tema di questo incontro, al quale hanno partecipato numerosi cittadini – tra i quali il parroco don Andrea Contrasti di Quattro Castella e Montecavolo e il vicesindaco castellese Mirko Olmi – è stato quello di verificare, alla luce della nuova legge su sicurezza e immigrazione denominato decreto Salvini e diventato legge nei giorni scorsi, se è ancora possibile, come nel recente passato, porre in atto delle politiche di accoglienza per gli immigrati che siano degne e accettabili, come recita l’articolo 10 della Costituzione italiana.

Da parte di tutti i relatori intervenuti, è emersa una forte critica nei confronti di questa nuova legge, dal momento che, di fatto, limita in modo serio le possibilità di accoglienza in Italia per gli immigrati e favorisce la clandestinità, cioè l’immigrazione non regolare. In particolare, questa legge sulla sicurezza e sulla immigrazione – hanno sottolineato i relatori – ha ridotto la diaria giornaliera portandola da 34 euro a 21,30 per immigrato, e ha depotenziato gli Sprar (sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) che ora sono riservati solo ai minori non accompagnati e coloro che sono oggetto di protezione umanitaria . In definitiva , come hanno ribadito gli interventi dei relatori, si tratta di una legge che restringe e limita le possibilità di accoglienza degli stranieri che vengono in Italia per ragioni umanitarie (come guerre, carestie, e calamità naturali) e mette in seria difficoltà le associazioni che operano sul territorio per dare accoglienza.

«E’ necessario mettere al centro la persona – ha chiosato Valerio Corghi, responsabile Caritas diocesana di Reggio – e non gli interessi economici, perché la vita è dono di Dio, e come tale deve essere accudita e rispettata indipendentemente dal colore della pelle, dalla religione e dalle opinioni politiche ». —

Giuseppe Orlandini

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