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Sette anni dopo il terremoto il Comune torna nella sua casa

Mauro Pinotti
Sette anni dopo il terremoto il Comune torna nella sua casa

Lo storico edificio di piazza Mazzini completamente restaurato La sindaca Verona al taglio del nastro: «La nostra città è ancora più bella»

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GUASTALLA. «Io, la mia giunta, e i tecnici del Comune abbiamo messo l’anima e il cuore per arrivare nell’arco di cinque anni a restituire il municipio alla cittadinanza, a tutti noi, perché anche noi che amministriamo siamo cittadini». Così si è espressa la sindaca Camilla Verona nel suo intervento che ha voluto chiudere con un invito. «Guardatevi intorno, respirate l’aria di questo luogo, apprezzate i colori, i dettagli, le vibrazioni che anni di storia hanno dato a questo palazzo. Voglio pensare ad una bellissima “casa” piuttosto che ad un contenitore di funzioni. Dobbiamo esserne fieri. Questa è la nostra casa comunale, la casa di tutti noi e oggi Guastalla è ancora più bella».

Giornata di festa

Giornata di festa, domenica, per la riapertura, a quasi sette anni dal terremoto del 2012, del palazzo municipale di piazza Mazzini. Un’inaugurazione che riporta in centro un palazzo storico che ricostituisce col duomo e palazzo Ducale, il cuore della città.

In attesa del taglio dl nastro, l’architetto Vincenzo Vandelli, progettista e direttore dei lavori ha spiegato l’importanza storica del palazzo risalente al 1500 al quale, col passare dei secoli sono state apportate varie modifiche.

L’architetto Vandelli ha poi focalizzato l’attenzione dei presenti su un particolare del palazzo: le carceri maschili che si trovavano ai piedi dello scalone riconoscibili da alcune inferriate. All’epoca, il palazzo municipale ospitava anche la “Sala della Giustizia”.

«L’edificio, danneggiato nel tempo da tre terremoti, presentava ben 18 lesioni – ha detto ancora Vandelli - E nella sala consiliare i rosoni erano sostenuti in modo precario col rischio di un grave crollo in caso di nuove scosse sismiche».

Dopo il taglio del nastro, i guastallesi sono saliti al primo piano dove si trova la sala consiliare.

Entrando nel palazzo si è subito accolti da colori tenui e dal profumo dell’intonaco fresco. Nell’atrio che precede la sala consiliare è stato allestito il rinfresco del forno La Gonda di Guastalla al quale, molti, non hanno saputo resistere e hanno banchettato proprio mentre in sala consiliare erano in atto i vari interventi istituzionali preceduti da una breve preghiera e la benedizione da parte di don Nildo Rossui.

Intervento di pregio

Dopo l'intervento del sindaco Verona ha preso la parola l’assessore ai lavori pubblici architetto Chiara Lanzoni che, nel descrivere i corposi lavori di restauro, ha descritto il cantiere come un «laboratorio di competenze e conoscenze» e ha ringraziato tutti i professionisti che hanno lavorato per restituire il palazzo municipale alla comunità guastallese.

Dal canto suo, il sottosegretario alla presidenza della Regione Emilia Romagna Giammaria Manghi ha aggiunto: «Quando si arriva a riaprire un municipio significa che il percorso di ricostruzione post sisma è quasi conclusa. Questa è la casa della democrazia dove i cittadini chiedono ciò di cui hanno bisogno».

Prima della visita nel restaurato palazzo municipale per ammirare i decori, c'è stato il saluto anche da parte del presidente della Regione Emilia Romagna, arrivato con leggero ritardo perché impegnato in un altro importante evento a Rubiera.

esilio finito

Sono ormai alle spalle i terribili momenti del terremoto quando dipendenti e funzionari hanno dovuto abbandonare gli uffici. Il Comune dopo il sisma ha trovato ospitalità nell’ex tribunale.

Lontana anche la desolante immagine dei fogli rimasti sui tavoli, della polvere sui mobili.

Oggi il palazzo municipale risplende di nuova luce. Giovedì 28 marzo alle 19 la sala consiliare ospiterà la prima seduta dopo sette anni, in cui è rimasta vuota, buia e silenziosa. —

Mauro Pinotti

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