Vaccari: «Non ci sono fanghi ceramici sotto il PalaKeope»
CASALGRANDE. «Non è vero che il PalaKeope sia costruito sopra a fanghi ceramici. Le falde acquifere e salute dei cittadini sono al sicuro». Il sindaco di Casalgrande Alberto Vaccari risponde così a Carlo Trinelli, ex dirigente della Pallamano Spallanzani e padre dell’ex consigliera Pd Elena, e Alan Ferrari, candidato sindaco per la lista “Cambia Casalgrande”, che nei giorni scorsi hanno rilanciato pubblicamente una vecchia voce relativa al principale palazzo dello sport casalgrandese, il PalaKeope, realizzato quasi vent’anni fa dall’omonima ceramica. L’azienda, che negli attuali spazi sportivi aveva sede, cambiò casa e – in accordo col Comune sugli oneri di urbanizzazione – costruì il “pala”. Nel 2015, durante un intervento per ricostruire un muro, potrebbero esserci state perdite a tubi e intelaiature contenitive, realizzate all’epoca per isolare i fanghi ceramici ottenuti come scarto della produzione ceramica.
«È sbagliato sostenere che il PalaKeope sia costruito sopra i fanghi ceramici. Infatti, come è noto e indicato in modo trasparente nel Psc 2016, i residui ceramici si trovano solo in alcune aree adiacenti e ben delimitate rispetto al palazzetto», rassicura Vaccari. «Le falde acquifere e la salute dei cittadini sono al sicuro: nel 2001, grazie ad una soluzione individuata dai tecnici specializzati in accordo con il Ministero dell'Ambiente, è stata realizzata una messa in sicurezza permanente del sottosuolo», precisa ora il sindaco. Da quel momento in avanti, «la situazione è rimasta sotto controllo, grazie alle verifiche trimestrali in zona e ai rilievi condotti attraverso i piezometri, che oltretutto sono stati adeguati nel tempo alle profondità variabili delle falde». Tutte operazione che dovrebbero garantire sicurezza, per l’amministrazione. La polemica pone al centro un tema sentitissimo per il distretto ceramico, quello dell’eredità “tossica” di decenni di sviluppo rapidissimo.
«Casalgrande vanta numeri di eccellenza negli interventi risolutivi del sottosuolo: oltre l’80% per cento dei siti che vedevano la presenza di residui di produzione sono stati bonificati», afferma al riguardo il primo cittadino. «Si tratta di procedimenti importanti, che durano anni, e su cui Casalgrande vanta una capacità di gestione e realizzazione all'avanguardia, essendo il Comune che in tutta l’Emilia Romagna ha presentato, e portato a termine, la maggior parte dei progetti di bonifica». —
Adr.Ar.
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