Bibbiano, il sindaco Carletti: «Abbiamo la squadra. Mi ricandido con entusiasmo»
Il sindaco Andrea Carletti fa un bilancio di questi 5 anni e guarda al futuro «Nel programma: nuova piazza, palestra e biblioteca. La persona al centro»
Da quel 69% di cinque anni fa “il mondo” è cambiato e di molto. Ma Andrea Carletti – 46 anni, sposato padre di un figlio che ha la stessa età della sua esperienza da sindaco di Bibbiano – è pronto a ricandidarsi. Nel segno della continuità, è vero. E dei fatti: quelli realizzati dal suo governo.
Sindaco, in una tornata elettorale che nel Reggiano, per il momento, conta almeno quattro sindaci che non si ricandidano, lei perché ha deciso di riprovarci?
«Io penso che per un sindaco, la prima regola non scritta, deve essere quella di tendere a migliorare, con determinazione e umiltà. In cinque anni abbiamo fatto tante cose, tante di quelle programmate sono state finanziate e vedranno la realizzazione nell’arco di due anni. Abbiamo iniziato un percorso con obiettivi chiari, che siamo convinti di portare a termine. Mi ricandido perché mi piace quello che faccio. Continuiamo con ancora più entusiasmo e determinazione. C’è un gioco di squadra fondamentale».
C’è una questione delicata che continua a tirare in ballo Bibbiano. È quella che ci ha raccontato il processo Aemelia circa la presenza della criminalità organizzata. Come si gestisce tutto questo?
«Si gestisce senza ambiguità, sapendo da che parte stare. Certe persone non sono gradite a Bibbiano. Sono le prime dichiarazioni che feci ed è una posizione che continuo a ribadire. Non lo dice solo il sindaco, ma dalla comunità c’è stata una reazione forte. Ed è emerso nella nostra costituzione di parte civile nei processi. A dimostrazione del pieno e incondizionato sostegno alle forze dell’ordine, alla magistratura. Il processo Aemilia ha dato un colpo pesante, ma la guardia non va abbassata. Continueremo ad affermare la legalità, a schiena dritta».
Qual è il bilancio di questi 5 anni?
«Il dato politicamente rilevante è che in questi 5 anni siamo riusciti a portare a casa oltre tre milioni di finanziamenti, a vari livelli. Sono tre i pilastri fondamentali che tengono insieme una comunità e sui quali abbiamo lavorato: scuola e istruzione, persone fragili, cultura. Abbiamo investito 300mila euro per sostenere progetti nelle scuole e 700mila euro per garantire il diritto allo studio ai ragazzi e alle ragazze diversamente abili. Riguardo le persone fragili, abbiamo due eccellenze: il centro diurno e il servizio di assistenza agli anziani, sui quali abbiamo investito in questi anni. Inoltre, in Val d’Enza è stato fatto un grande lavoro innovativo sulla tutela delle vittime di violenza. Questo perché per noi le persone sono al centro. Il terzo pilastro riguarda la cultura: abbiamo fatto un grosso investimento nel rilancio del teatro Metropolis e della galleria “L’Ottagono”. Insieme ci portano oltre 20mila presenze all’anno. Ma in generale, sono stati 5 anni di grandi investimenti: 2,1 milioni di euro sull’edilizia scolastica, grazie ai finanziamenti ottenuti dal precedente governo, per rendere la primaria Neria Secchi e la secondaria Dante Alighieri più belle e più sicure dal punto di vista sismico. Riguardo la mobilità sostenibile, con gli altri Comuni abbiamo lavorato al collegamento con le ciclo-pedonali tra il capoluogo e le frazioni. Poi c’è stata la riqualificazione come per le stazioni di Barco e Bibbiano in luoghi di comunità. Inoltre, siamo riusciti sbloccare grazie alla Provincia con lavori che inizieranno entro l’anno, la tangenziale Barco-Bibbiano per alleggerire di traffico alla Fossa, dove ci sono le scuole».
Cosa c’è nel programma dei prossimi 5 anni?
«Ribadiamo la centralità dei servizi alla persona, un asse importante sul quale continueremo a investire. Il fatto di essere riusciti, grazie alla capacità progettuale della struttura tecnica, ad avere finanziamenti, ha permesso di liberare risorse importanti per proseguire il lavoro svolto in questi primi cinque anni. Quattro gli investimenti importanti in programma: la riqualificazione della piazza di Bibbiano e di via Venturi, la realizzazione di una nuova biblioteca, una nuova palestra e il completamento, come si diceva, delle ciclo-pedonali tra capoluogo e frazioni. Abbiamo fatto ripartire gli investimenti: i numeri parlano chiaro. È un percorso iniziato che vorremmo completare. Non abbiamo lavorato in modo estemporaneo, ma c’era una programmazione, avevamo in mente un’idea di comunità».
Rispetto a cinque anni fa, a livello politico nazionale, le cose sono molto cambiate. Crede che possa avere un peso sulle elezioni amministrative o crede che le dinamiche siano diverse?
«Il vento nazionale è di un certo tipo. Noi partiamo dai fatti. Rimettiamo sul tavolo i fatti, ma anche un metodo, presenza, capacità di ascolto, confronto e una disponibilità costante».
La squadra sarà quella di cinque anni fa o ci sono novità?
«Parto da una valutazione positiva di questo gioco di squadra e sicuramente l’impostazione è di continuità. Ma sarà una lista che darà spazio e voce anche alle energie presenti nella società civile, nell’associazionismo. Avrà il sostegno del Pd, ma sarà aperta, inclusiva. Si chiamerà “Insieme per Bibbiano”, ancor una volta: perché insieme è l’unico modo, se vogliamo tenere coesa una comunità». —
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