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Carpineti 

«Don Cavalletti siamo riusciti a evitare nuove perdite»

Il sindaco Borghi replica alle critiche del Pd: «L’Anticorruzione? Semmai contro la mistificazione della verità»

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CARPINETI. «L’attacco del Pd sulla gestione dell’Asp Don Cavalletti? Più che sorpresi lascia esterrefatti. Credo che non ci sia in letteratura un’antologia di così tante bugie e disinformazione in un testo solo». Usa toni duri il sindaco di Carpineti, Tiziano Borghi, nel replicare all’attacco del Pd sulla complicatissima vicenda dell’azienda di servizi alla persona Don Cavalletti, di proprietà dei Comuni del distretto e a cui fanno capo la casa protetta di Poiago di Carpineti e altri servizi. Il segretario Pd carpinetano, Dario Bottazzi, ha accusato di scarsa trasparenza l’amministrazione comunale, paventando l’Anticorruzione.

«Se si deve ricorrere ad un Comitato Anticorruzione, come sostiene Bottazzi, questo deve essere fatto contro la mistificazione della verità, in difesa dell’onestà intellettuale e del buon senso», afferma Borghi. Il primo tema è quello dei bilanci dell’istituzione: il sindaco sostiene che sono pubblicati sul sito, nella sezione amministrazione trasparente. Il grande argomento di discussione in questi anni è la privatizzazione dei servizi, in ultimo quello della cucina. «Non è vero che “la cucina dell’Asp è sempre stata rifornita da aziende locali, e l’esternalizzazione avrà quindi immediati riflessi sull’economia carpinetana”, ma è esattamente vero il contrario. Come tutti sanno, all’infuori del segretario del Pd di Carpineti, l’Asp in quanto ente pubblico è obbligata a fare gli acquisti sul mercato elettronico al quale tutti i venditori del circuito possono partecipare con le proprie offerte. È assolutamente vietato agli enti pubblici fare acquisti da fornitori scelti ad personam (semmai è assolutamente legittimo per i gestori privati)». Inoltre, «dall’esternalizzazione della cucina ci si attende un risparmio sui costi di circa 40 mila euro all’anno. In montagna, solo l’Asp Don Cavalletti ha mantenuto la cucina pubblica; l’hanno già esternalizzata l’ospedale Sant’Anna e l’Rsa di Castelnovo Monti, tutte le altre case residenze anziani, le scuole di ogni ordine e grado, materne comprese».

Borghi rivendica poi il taglio dei costi e il lavoro svolto: «In montagna l’Asp don Cavalletti è l’unica casa residenza anziani che non si autosostiene e che fino alla riorganizzazione che abbiamo messo in atto negli ultimi quattro anni produceva perdite per circa 100 mila euro all’anno, ora ridotte a 17 mila euro. Sempre negli ultimi quattro anni, per disavanzi prevalentemente antecedenti, il Comune di Carpineti ha versato all’Asp più di 400 mila euro (“sottraendoli” a servizi e lavori pubblici per il resto della cittadinanza) ed altri fondi sono stati versati dai Comuni del Distretto della montagna soci del Don Cavalletti». In generale, conclude, «desta una forte preoccupazione questa visione miope. Evidentemente, solo Bottazzi e il Pd vorrebbero che si continuasse a fare come 4-5 anni fa, mantenendo in perdita una struttura di fondamentale importanza per il ruolo che garantisce». —

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