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LE reazioni 

I familiari delle vittime sperano «Un importante passo avanti»

Il difensore Andrea Speranzoni «Siamo fiduciosi  nella riapertura dell’inchiesta» Il presidente Bolognesi «Adesso si vada avanti»

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REGGIO EMILIA. «Dobbiamo avere pazienza di attendere questa investigazione che immaginiamo complessa, ma certamente questo è un elemento di novità estremamente significativo». Lo ha detto l’avvocato Andrea Speranzoni, uno dei legali dei familiari delle vittime della strage del 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna, commentando i recenti sviluppi che hanno portato la Procura generale di Bologna, che indaga sui mandanti dell’attentato, a chiedere la revoca dell’archiviazione dell’ex militante di Avanguardia nazionale ed ex primula nera reggiana, Paolo Bellini.

«Se il gip accoglierà la novità di questi elementi di prova – aggiunge Speranzoni – e li riterrà rilevanti, riapriranno un’indagine a carico di Bellini. Noi non possiamo che essere fiduciosi».

Sulla richiesta di revoca del proscioglimento interviene anche il presidente dell’associazione dei familiari delle vittime della strage del 2 agosto 1980, Paolo Bolognesi: «Se queste indagini vengono permesse credo sia un passo avanti verso la verità».

Per Bolognesi, il video super 8 rappresenta «un passo avanti che determina due cose fondamentali. Primo, che lo spontaneismo è una menzogna fatta credere all’Italia per 40 anni. Secondo, che quel giorno a Bologna c’erano molte persone, tra cui gente di apparati di servizi segreti non solo ufficiali, ma anche di altre strutture segrete e riservate che al momento non sono ancora uscite. Credo che se gli apparati attuali ci daranno una mano, molto probabilmente potremmo andare molto oltre».

Nel frattempo, durante l’udienza di ieri in Corte d’Assise, è stato ascoltato il colonnello del Ros Massimo Giraudo, investigatore tra i massimi esperti nel ramo dei servizi. Giraudo ha tratteggiato la figura di Adalberto Titta, capo della struttura segreta “Anello”, e ha risposto a una serie di domande sul generale Claudiano Pavese, noto anche con l’alias Marcello Barbazza, in servizio al Sid (Servizio informazioni difesa) fino al 1971 e poi per diversi anni responsabile dell'ufficio Nato della Sip.

Nei giorni scorsi proprio dal dibattimento era emerso che la Procura generale aveva indagato per depistaggio l'ex generale Quintino Spella, all'epoca responsabile Sisde a Padova. —

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