Il Comitato Agricoltura sull’attesa tangenziale «Meglio usare l’area nord»
Il presidente Giorgio Bonacini solleva dubbi sul tracciato: «Con quello a sud impatto ambientale maggiore rispetto a dove passa la Tav»
RUBIERA. «Tangenziale di Rubiera, a volte le cose cambiano con gli anni e si possono anche rivedere le posizioni già prese»: l’appello arriva da Giorgio Bonacini, presidente del comitato Agricoltura Ambiente della zona di Bagno, da anni impegnato nel dibattito sulla viabilità e la tenuta ecologica della zona a sud della via Emilia fra Reggio e Rubiera. La sua è una voce fuori dal coro, in questi giorni in cui la notizia che la bretella Campogalliano-Sassuolo – e arterie connesse – è stata sbloccata è stata salutata con un coro di entusiasmo un po’ da tutte le parti, tra le province di Reggio e Modena. Ma qualche questione resta.
i dubbi
Bonacini interviene dopo l’annunciato sblocco delle manovre per la bretella Campogalliano-Sassuolo, una delle grandi opere momentaneamente bloccate nei mesi scorsi per una serie di valutazioni governative. Ora è arrivato il via libera alla bretella e a tutte le opere accessorie, fra cui l’attesissima tangenziale di Rubiera, una variante da circa cinquanta milioni di euro che taglierebbe fuori il trafficatissimo centro del paese creando un percorso a sud della via Emilia, nell’area che da Bagno conduce sino alla provinciale 51 e al ponte sul Secchia che segna il confine con Modena.
La novità non è accolta positivamente da Bonacini, da sempre contrario a questa soluzione: «Non ha senso, dal punto di vista ambientale ma anche della fruizione, far passare questo percorso a sud. Che il traffico di Rubiera vada aiutato con uno “sfogo” rispetto al centro è verissimo, siamo tutti d’accordo, ma non capiamo bene perché usare l’area sud», sostiene. «Nel versante nord ci sono già i tracciati dell’alta velocità e dell’autostrada, a Gavassa, nell’area nord di Reggio, inizia già un percorso che potrebbe portare sino a Fontana di Rubiera», spiega.
LA PROPOSTA
«Ci sarebbero anche degli altri vantaggi. Col tracciato a sud la tangenziale passerebbe vicino a un grande polo scolastico da oltre cinquecento utenti, che a nord non verrebbe coinvolto. E il collegamento con Modena potrebbe essere fatto vicino a Fontana, dove il Secchia ha un’ampiezza molto più ristretta e un ponte richiederebbe meno strada».
A oggi però tutta la progettazione, a livello di pianificazione urbanistica, è impostata sull’area sud, sia a Rubiera che a Reggio. «Quella era una vecchia soluzione, ma da quando abbiamo iniziato a discutere di questi temi sono passati ben ventitré anni, si iniziò ragionando di una “camionabile” con l’utilizzo di inerti: quei fondi, restati fermi in questi anni, verranno utilizzati per una ciclopedonale. Insomma, le idee possono cambiare, e spetta a chi amministra fare le corrette valutazioni, noi ci speriamo», aggiunge Bonacini. «Non è detto che quello deciso un tempo sia sempre perfetto, con tutti i mutamenti che viviamo. E l’inserimento della tangenziale nella bretella Campogalliano-Sassuolo non è un vincolo, il progetto preciso riguarda solo il tracciato principale del collegamento autostradale, anche da questo punto di vista ci sarebbe margine». —
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