«In tre mesi più di 100 interventi regolari Il sommerso resta il problema più grosso»
Maurizio Gozzi, ad del poliambulatorio 3C Salute: «Nel nostro centro i bambini vengono circoncisi in tutta sicurezza»
«I genitori del bimbo deceduto a Scandiano sarebbero potuti venire da noi, come molti ghanesi fanno: il piccolo sarebbe stato circonciso in tutta sicurezza. Purtroppo le circoncisioni clandestine sono ancora un fenomeno in larga parte sommerso». A parlare è Maurizio Gozzi, amministratore delegato di 3C Salute, un poliambulatorio privato medico e odontoiatrico situato in Largo Gerra 2. Pochi sanno che la nostra città è all’avanguardia anche su questo tema, strettamente legato all’immigrazione: a Reggio si trova l’unico ambulatorio dell’Emilia che opera bambini (e adulti) a prezzi calmierati. I numeri del servizio parlano da soli: un centinaio le operazioni eseguite da inizio anno, su minori provenienti da tutta la regione.
IL SERVIZIO
«Il nostro è un poliambulatorio non profit, che reinveste quello che guadagna nell’attività. La finalità non è remunerare i proprietari, che sono il Consorzio Oscar Romero e altri soggetti del territorio, come Confcooperative, Cna ed Emil Banca», è la premessa di Gozzi. Per questo motivo «abbiamo sensibilità per le situazioni di fragilità e osserviamo prezzi ribassati (dai 270 ai 320 euro), altrimenti le famiglie non sarebbero venute».
Alcuni anni fa «abbiamo iniziato a ragionare con l’Ausl dell’opportunità di intraprendere il servizio privato di circoncisione rituale, perché abbiamo notato che c’erano molti casi di malagestione di queste pratiche, con denunce in procura. I mediatori culturali segnalavano da tempo che i genitori facevano circoncidere i figli durante le ferie nel Paese d’origine o in Italia, affidandosi a dei praticoni. L’Ausl ci ha accompagnato in questo percorso, visto che il sistema pubblico può intervenire solo in caso di patologia, non nelle scelte rituali o religiose. Il comitato nazionale di bioetica già anni fa si è pronunciato a favore della liceità della circoncisione rituale, purché svolta con tutti i crismi sanitari».
Insieme all’Ausl, 3C Salute ha approntato un protocollo specifico e un anno e mezzo fa ha attivato il servizio. L’intervento viene eseguito dal chirurgo Ahmad Hind, di nazionalità palestinese, ex dipendente del Santa Maria Nuova. «Serve un chirurgo urologo che sia abituato a operare sui minori, la tecnica è diversa rispetto agli adulti – prosegue Gozzi – Noi garantiamo anche la presenza di un anestesista, che visita ed esegue la pre-anestesia sui minori; non sarebbe necessario, è una tutela aggiuntiva, quando si tratta di bimbi è bene usare prudenza. Questi specialisti possono intervenire in caso di complicanze».
Complicanze che possono essere «di tipo emorragico o infettivo, ma quando si lavora bene non capita: nel poliambulatorio non abbiamo mai avuto problemi, mentre in casa è chiaro che può accadere più facilmente, come nel caso di Scandiano».
L’IDENTIKIT DEI CLIENTI
I numeri del poliambulatorio dimostrano che la richiesta è più forte di quanto ci si aspetti. In un anno e mezzo, 3C Salute ha circonciso alcune centinaia di minori, «molti provenienti da fuori provincia, alcuni dalla Bassa Lombardia, proprio perché altre strutture circoncidono raramente i bambini e i genitori non sanno a chi rivolgersi».
Da gennaio scorso, in meno di tre mesi, sono quasi cento i bimbi operati, mentre «abbiamo registrato dall’inizio del servizio 3-4 casi di bambini recisi malamente e li abbiamo dovuto ri-circoncidere, perché accusavano problemi. A dimostrazione che esiste ancora tanta clandestinità».
Ma chi sono coloro che hanno questa esigenza? Nell’immaginario europeo, la circoncisione è una pratica prettamente ebraica. «In realtà prescinde dalla religione, lo abbiamo imparato con l’esperienza. L’esigenza religiosa riguarda ebrei e islamici, visto che sia la Bibbia sia il Corano prescrivono l’obbligo. Tra gli arabi (soprattutto in Medio Oriente) è molto diffusa, così come nell’Africa centrale subsahariana, dove è una pratica culturale e di iniziazione rituale indipendentemente dal credo».
Età media 2 anni, africano o arabo, in alcuni casi slavo: è l’identikit dei bimbi operati da 3C Salute. «L’abitudine è di intervenire presto, per tradizione prima dei 3 anni. Spesso i piccoli che arrivano qui hanno pochi mesi. Consideri che gli ebrei eseguono la circoncisione entro il settimo giorno di vita». Nel concludere, Gozzi sottolinea un aspetto. «Per sfatare i pregiudizi: le famiglie che accedono qui apprezzano molto il fatto di far circoncidere il proprio figlio in ambiente medico e sicuro. Forse non conoscono il nostro servizio (abbiamo pubblicizzato l’opportunità tramite i pediatri e le associazioni culturali) o forse non hanno le possibilità economiche. Ma per noi è un progetto sociale di grandissimo valore». —
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