Gazzetta di Reggio

Reggio

VIA FILZI 

Lotta contro il rapinatore e lo fa arrestare

Ambra Prati
Lotta contro il rapinatore e lo fa arrestare

Meccanico 40enne aggredito in strada, si ribella a un malvivente tunisino di 39 anni, lo blocca e lo consegna ai carabinieri

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«Quel rapinatore era ubriaco, si avvertiva chiaramente dal suo alito. Non so cosa sia passato per la testa di quell’individuo, secondo me ha scelto il primo passante a caso. Se vuoi bere fai pure, ma se mi metti le mani addosso io reagisco».

Parola della vittima (omettiamo nome e cognome per non renderlo riconoscibile), tunisino di 40 anni, da quindici anni abitante in città, di mestiere meccanico.

L’uomo ha subìto, lunedì sera, una brutale rapina in via Fabio Filzi, dove dopo una violenta colluttazione è però riuscito a neutralizzare il malintenzionato, fino a consegnarlo ai carabinieri. A finire in manette, arrestato per il reato di rapina aggravata, è stato Walid Ben Salem, 39enne tunisino, in Italia senza fissa dimora. Uno sbandato in cerca di contanti, secondo gli investigatori, che lo hanno accompagnato al carcere della Pulce.

IL RACCONTO

Erano le 20.10 quando il meccanico 40enne si è recato in via Filzi per fare la spesa in un negozio di alimentari etnici. «Ci vado spesso e non mi è mai capitato nulla. Mi mancavano pochi prodotti e sono passato dopo il lavoro. Ero ancora in tuta blu con la giacca sopra a quattro tasche, come sono adesso – spiega la vittima – Ero appena sceso dall’auto, chiudendola a chiave, quando mi ha avvicinato quel tizio, mai visto prima, chiedendomi se avevo dei soldi: parlava in tunisino. Eravamo vicini, puzzava di alcol. Gli ho risposto di no e mi sono allontanato».

Pareva finita lì, ma evidentemente la controparte, avuta la certezza che il suo “bersaglio” era un connazionale, non aveva nessuna intenzione di essere liquidato e gli ha intimato, con fare minaccioso, di consegnargli il denaro.

«Ho fatto qualche passo, lui mi ha seguito, mi si è parato davanti e mi ha afferrato per il bavero della giacca, tirandomi giù – prosegue la vittima – Ha infilato la mano nella tasca e mi ha preso il portafoglio. Quando ho estratto il cellulare me l’ha strappato: “Così non chiami i carabinieri”, mi ha detto».

Dopo un momento iniziale di sorpresa, però, il cittadino – a un certo punto caduto per terra e trascinato per diversi metri – è passato al contrattacco: forte della sua corporatura robusta, ha ingaggiato una colluttazione con il bandito mingherlino. I due antagonisti, avvinghiati l’uno all’altro («tiravamo entrambi») sono finiti «sotto a un muro, in quello che pareva un garage di un cortile privato, dietro l’autoscuola Baraldi. Non l’ho colpito, ma ho usato tutta la forza che avevo per riprendermi il cellulare».

È stata la stessa vittima a chiamare il 112, tenendo ben stretto il malvivente.

BOTTINO RECUPERATO

All’arrivo della gazzella dell’Arma, i militari che hanno preso in consegna il 39enne hanno trovato a terra il portafoglio del 40enne. «Per fortuna ho recuperato quei 250 euro che avevo all’interno, insieme ai documenti. Non giro mai con tanti soldi, ma quella somma mi serviva per pagare l’assicurazione dell’auto, che difatti ho saldato il mattino dopo», spiega il meccanico. Quest’ultimo, in seguito è stato convocato al comando di Corso Cairoli per identificare il bandito, che già oggi potrebbe comparire in tribunale per il rito direttissimo. —



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