Gazzetta di Reggio

Reggio

LE VITTIME REGGIANE 

Quel tragico 2 agosto 1980 si portò via madre e figlio

Adr.Ar.

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SCANDIANO. La possibile presenza di Paolo Bellini alla stazione di Bologna nel giorno del devastante attentato del 2 agosto 1980 torna a portare luce anche sulla presenza di due vittime reggiane nella strage. Quel giorno di quasi 39 anni fa morirono la 46enne Eleonora Geraci e il 24enne Vittorio Vaccaro, madre e figlio, rispettivamente residenti ad Arceto di Scandiano e Dinazzano di Casalgrande.

I due famigliari si trovavano a Bologna per caricare una parente salita dalla Sicilia, loro regione di origine, per una visita nel periodo delle vacanze. Vaccaro aveva portato la madre in automobile sino alla stazione, i due erano in attesa del convoglio, sistemati in una delle vie a fianco della stazione stessa, a pochissimi metri dall’epicentro. L’esplosione li uccise sul colpo, travolgendoli completamente.

Vaccaro, dipendente della ceramica Sassol-art di Casalgrande, lasciò la moglie Adele Incerti, all’epoca 22enne, e la piccola figlia Linda, di soli 4 anni.

Vittorio ed Eleonora sono ricordati dalla toponomastica locale, con vie e monumenti a Dinazzano e Arceto, e i due Comuni reggiani hanno promosso in questi anni tanti progetti con le scuole dedicati alla memoria e agli approfondimenti sulla strage. Ogni anno le due amministrazioni sono presenti con delegazioni ufficiali alle celebrazioni del 2 agosto, partecipando alle manifestazioni a fianco dell’associazione delle vittime. La strage, con i suoi eterni e infiniti misteri, è un argomento sempre delicatissimo, che genera polemiche continue, con scontri fra i famigliari e i vari governi nazionali che si sono alternati nei decenni.

In passato anche Adele Incerti era intervenuta in diverse discussioni, sia a livello nazionale che a livello locale: a inizio millennio, in un periodo di poca “spinta” per ricordare questa pagina così oscura, anche la promozione e i manifesti degli eventi commemorativi erano calati. In questo decennio il discorso è cambiato: la strage di Bologna e la presenza di due vittime residenti nella vallata fra Secchia e Tresinaro è al centro di tante attività educative delle scuole del distretto, sia nelle medie e nelle elementari dei due paesi sia nelle scuole superiori scandianesi del Gobetto, riferimento per l'intera Unione Tresinaro-Secchia. Ogni anno si alternano premi e ricerche, all’insegna di una costante attenzione alla memoria. —

Adr.Ar.

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