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GUaltieri  

Addio ad “Angiolo” Ponti storico presidente della Cila

A.V.

Amava definirsi “piccolo bracciante”, fu un cooperatore dallo sguardo moderno Aveva 92 anni. Catellani: «È stato un dirigente umile, un punto di riferimento»

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Gualtieri. Amava definirsi “il piccolo bracciante” – titolo che darà poi a una delle sue pubblicazioni – ma in realtà è stato un vero cooperatore, che con le sua storia ha rispecchiato appieno i valori della comunità di Santa Vittoria. Ieri, tantissimi vittoriesi hanno salutato davanti a Palazzo Greppi il 92enne Angiolino Ponti – per tutti Angiolo – presidente della Cooperativa Agricola di Gualtieri dal 1955 al 1979, anno nella quale si fuse con la cooperativa di Novellara per poi dare vita all’attuale Cila.

IL F UNERALE
Le esequie sono state celebrate in forma civile, alla presenza del complesso bandistico di Noceto, che ha intonato diverse canzoni, tra le quali le immancabili “Bandiera Rossa” e “Bella Ciao”. Al termine, poi, la salma è stata trasferita a Mantova per la cremazione.

Ponti è stata una figura tra le più importanti, a Santa Vittoria, in ambito cooperativo. Suo grande merito – è stato ricordato unanimemente – è stato quello di avere avuto una visione proiettata verso il futuro che gli ha permesso, ad esempio, di puntare negli anni Settanta su un gruppo di giovani tecnici che poi nel tempo hanno ricoperto ruoli chiave all’interno della cooperativa stessa. La sua vita è stata ripercorsa ieri dai ricordi dell’ex sindaco Giuseppe Catellani, dell’attuale presidente della Cila Giorgio Catellani e dal sindaco in carica, Renzo Bergamini.

Ponti nacque nel 1926 da una numerosa famiglia di braccianti, con ben 10 figli, 5 maschi e 5 femmine. Dopo aver frequentato le scuole elementari, iniziò da giovanissimo a svolgere l’attività di bracciante, poi nel dopoguerra si avvicinò al mondo musicale, arrivando a suonare la tromba nel complesso bandistico locale, occasione non soltanto di svago ma anche vera e propria scuola di vita e importante esperienza di aggregazione. A 23 anni divenne poi socio della cooperativa e nemmeno a 30 ne divenne il giovane presidente. In età più avanzata, poi, significative sono stati i suoi contributi scritti con i quali ha divulgato la storia dei braccianti di Santa Vittoria.

i RICORDI

«È stato un dirigente umile e modesto – ha affermato Giuseppe Catellani – che rifuggiva le apparenze ma che è sempre stato protagonista sul campo, dallo sguardo avanzato e moderno. Un esempio morale per tutti». «È stato un punto di riferimento – ha aggiunto Giorgio Catellani – e se oggi Cila è una delle cooperative caratterizzata da numeri importanti lo dobbiamo a lui e alle persone come lui che tanti anni fa scelsero di diventare padroni del proprio lavoro». «Sognava un mondo migliore – ha aggiunto il sindaco Bergamini – lascia a tutti il suo positivo insegnamento».

Angiolino Ponti lascia la compagna Maria, le sorelle Bianca e Anna, il fratello Decimo e numerosi nipoti. Eventuali offerte in sua memoria a sostegno dell’Avis di Santa Vittoria. —

A.V.

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