Gazzetta di Reggio

Reggio

tentata rapina di via filzi 

Il 39enne ribalta l’accusa e il giudice lo scarcera «Aggredito dal parente»

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REGGIO EMILIA. Una replica, nell’ambito dell’udienza di convalida dell’arresto, che ha convinto a tal punto il giudice Chiara Alberti da spingerla a scarcerare il tunisino 39enne Walid Ben Salem accusato di aver tentato una rapina (nel mirino un portafoglio contenente 250 euro) in via Filzi nei riguardi di un connazionale.

Ieri, tutelato dal difensore Giacomo Fornaciari, il nordafricano ha dato una versione ben diversa. Ha specificato che lui quel meccanico 40enne che l’accusa non solo lo conosce, ma sono pure lontani parenti. E sarebbe stato proprio il meccanico a cercarlo per picchiarlo, a causa di questioni familiari mai risolte. Un’aggressione che Ben Salem giustifica indicando una lesione al sopracciglio sinistro (medicata in ospedale). E dice di averle prese dal parente ben più corpulento (in effetti l’arrestato è mingherlino) che non solo ha chiamato i carabinieri, ma ha pure gettato sull’asfalto il portafoglio per poi coprirlo con il proprio corpo sino all’arrivo dei militari, incolpando così della tentata rapina il 39enne. Una ricostruzione che un amico di Walid può confermare, perché ha assistito alla colluttazione. Insomma, ribalta i ruoli nell’aggressione e sulla scia di questo racconto l’avvocato Fornaciari ha chiesto la scarcerazione del suo assistito, mentre il pm Iacopo Berardi è rimasto sulle sue posizioni chiedendo l’obbligo di dimora e di firma per l’imputato. Il giudice Alberti ha convalidato l’arresto, ma contemporaneamente rimesso in libertà Ben Salem (incensurato e con il permesso di soggiorno in fase di rinnovo) ritenendo non inverosimile la sua versione. Si torna in aula a metà maggio. —

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