Gazzetta di Reggio

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Iris Ceramica investe 3 milioni e azzera gli odori a Castellarano

Adriano Arati

Installati e testati dei termocombustori alla Graniti Fiandre Minozzi: «L’ambiente è una priorità, anche noi abitiamo qui»

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Addio agli odori sgradevoli figli delle ceramiche. È un’innovazione dall’alto valore economico e di interesse piuttosto ampio quella presentata ufficialmente ieri a Castellarano da Iris Ceramica, enorme gruppo a cui fa capo anche il vasto impianto castellaranese di Graniti Fiandre. Il complesso ospiterà tre termocombustori in grado di togliere ogni aroma spiacevole dai fumi di fine ciclo. Possono raggiungere temperature elevatissime e azzerare le caratteristiche, comprese quelle olfattive, dei composti organici volatili.

Si tratta di strumenti estremamente costosi, l’investimento complessivo viaggia verso i tre milioni di euro ed è una novità assoluta per il settore ceramico. I termocombustori vengono usati da tempo, ad esempio nella lavorazione dei pellami, ma mai sinora nel mondo delle piastrelle.

Il primo termocombustore è stato installato a settembre e ora – dopo mesi di test ed esami dell’aria – è stato illustrato il risultato del lavoro, destinato a essere potenziato con due congegni uguali.

Lo stabilimento si era trovato al centro di lamentele e segnalazioni da parte di abitanti negli anni scorsi, a causa dei fortissimi miasmi che in determinati momenti provenivano dalle ciminiere in cui si scaricano i fumi del ciclo produttivo. Un problema non isolato, che coinvolge tantissime aziende del settore: nel Reggiano, un disagio similare si verifica da tempo a Rubiera alla ceramica Rondine.

Il motivo è nel cambio di tecnologia: la stampa digitale delle linee di piastrelle ha portato all’uso di diverse tipologie di inchiostri, e a fine produzioni rimangono dei composti organici volatili. In mezza Italia vi sono state discussioni al riguardo, negli anni scorsi anche a Castellarano.

Qui è arrivata pure una risposta, dopo mesi di dialogo fra i cittadini, il Comune e la proprietà della Graniti Fiandre, da sempre gestita dalla famiglia Minozzi. Sono partiti gli studi, gli esperimenti e le valutazioni per capire come ridurre l’impatto olfattivo. Si è giunti infine al “combustore con recupero termico rigenerativo” che lavora in modo specifico sui fumi in uscita dal forno, trattandoli con temperature vicine ai 900 gradi celsius. Dal punto di vista degli odori, la riduzione è vicina al 100%, e il dispositivo permette anche di abbassare fortemente in senso assoluto la presenza di composti organici volatili. La legge prevede un limite per i camini dei forni ceramici di 50 mg/Nm3. E di 20mg/Nm3 per gli aldeidi.

Ora a Graniti Fiandre si viaggi rispettivamente a 2 e 0,5, percentuali irrisorie rispetto al passato. L’innovazione potrà essere un modello da replicare nell’intero comparto ceramico, a partire dal distretto reggiano-modenese, ed è stata illustrata nei dettagli ieri dall’amministratore delegato di Iris, Federica Minozzi, assieme al sindaco di Castellarano Giorgio Zanni, al presidente della Regione Stefano Bonaccini, al referente degli abitanti coinvolti dagli odori Davide Franchini e dalla docente universitaria di Chimica Claudia Letizia Bianchi, curatrice dei test. «Per noi l’attenzione all’ambiente è una priorità da sempre, un investimento in cui crediamo: anche noi viviamo in queste zone e respiriamo questa aria», ha sottolineato Minozzi. L’investimento è ovviamente massiccio ma rappresenta davvero un momento apripista cruciale per il mondo ceramico e può aprire anche spazi professionali legati a queste tematiche, sempre all’interno del comparto. Iris ha inoltre linee produttive “green” che sta stabilizzando sempre più sul mercato. —



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