La “profezia” su Salvo Lima e le stragi di mafia
«Verranno fatti intesi a destabilizzare l’ordine pubblico come esplosioni dinamitarde intese a colpire quelle persone “comuni” in luoghi pubblici, sequestro ed eventuale “omicidio” di esponente politico Psi, Pci, Dc sequestro ed eventuale “omicidio” del futuro Presidente della Repubblica». Non solo depistatore. Fra le rilevazioni di Ciolini c’è un’inquietante profezia, il 4 marzo 1992, quando inviò un appunto ai magistrati bolognesi su una nuova strategia della tensione fra marzo-luglio ’92: «Tutto questo è stato deciso a Zagabria Yu – (settembre ’91) nel quadro di un riordinamento politico della destra europea e in Italia è inteso ad un nuovo ordine generale con i relativi vantaggi economico finanziari (già in corso) dei responsabili di questo nuovo ordine deviato massonico politico culturale, attualmente basato sulla commercializzazione degli stupefacenti. La storia si ripete dopo quasi quindici anni ci sarà un ritorno alle strategie omicide per conseguire i loro intenti falliti. Ritornano come l’araba fenice». Parole suonate come un avvertimento costato la vita il 12 marzo 1992 a Salvo Lima, annunciando il periodo di stragi in cui Bellini diede vita alla presunta trattativa parallela con lo Stato.
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