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Montecchio: addio al professor Roberto Coïsson, scienziato e docente

Montecchio: addio al professor Roberto Coïsson, scienziato e docente

Ordinario all’Università di Parma, aveva lavorato in Cina. Era stato consigliere all’Ambasciata d’Italia a Pechino

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MONTECCHIO. Cordoglio a Montecchio, dove abitava, e a Parma, dove insegnava da tanti anni, per la morte del professor Roberto Coïsson, docente di Fisica all’università parmense. Aveva 75 anni. . CHI ERA

Roberto Coïsson, nato a Torre Pellice in provincia di Tornio il 29 maggio del 1943, si era laureato in Fisica all’Università di Firenze nel 1966. Era uno scienziato di eccellenza nel campo dell’ottica e della fisica sperimentale.

Professore all’Institut Polytechnique de Conakry, nella Repubblica di Guinea, tra il 1968 e il 1970, in seguito era stato assistente incaricato di Fisica Generale all’Università di Lecce dal 1971 al 1977, quindi di ruolo nel 1975. Tanto per citare alcuni dei suoi importanti incarichi.

Nel 1980, era diventato ricercatore al CERN di Ginevra quindi l’approdo in Emilia, quando era diventato professore associato di Laboratorio di Fisica all’Università di Parma (1982-86). Qui, divenne ordinario nel 1990. All’interno dell’ateneo parmese aveva ricoperto importanti incarichi: era stato presidente del consiglio di corso di laurea (dal 1988 al 1991); membro del collegio dei docenti del dottorato (dal 1988); coordinatore del dottorato in fisica (dal 1996 al 2003).

Nel 2004 era stato chiamato a diventare consigliere per la scienza e tecnologia all’Ambasciata d’Italia a Pechino. Un incarico durato quattro anni.

Tra i diversi candidati, era stato scelto, oltre che per le doti di competenza e professionalità, perché aveva anche grande dimestichezza con la lingua cinese e vietnamita e una profonda conoscenza della cultura, degli usi e delle tradizioni orientali. Esperienza acquisita in numerosi viaggi e contatti che il professore aveva avuto in Oriente.

Con lui era andata anche la moglie, Paola Agnelli, che ha lavorato al Franchini di Montecchio come ginecologa e che all’epoca era assessore alla Sanità, ai tempi della giunta di Iris Giglioli. La loro partenza venne salutata ufficialmente in una seduta del consiglio comunale. «Cerco di identificare aree di possibile interesse comune, aiutando i ricercatori italiani nei loro contatti e visite negli istituti di ricerca e promuovendo accordi tra università o istituzioni di ricerca italiane e cinesi». Diceva di quella sua esperienza in Cina. Tra gli argomenti trattati in quegli anni la qualità agroalimentare, la tecnologia per la conservazione dei beni culturali, la medicina preventiva e la divulgazione scientifica; oltre all’inaugurazione di un laboratorio italo-cinese per lo studio dei raggi cosmici.

La notizia della sua scomparsa ha provocato forte commozione nei tanti che lo conoscevano e stimavano. Oltre alla moglie Paola, lascia i figli Eva e David, i nipoti Elisabetta, Leonardo, Tommaso e Caterina. I funerali si terranno oggi alle 15 in forma civile dall’abitazione in via Umiltà 12. La famiglia chiede non fiori, ma offerte a Cuamm Medici con l’Africa.

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