Gazzetta di Reggio

Reggio

VIALE TIMAVO 

Rifila due assegni falsi per comprare un orologio Omega

Ambra Prati

Il venditore fiuta la truffa e riesce a telefonare alla polizia Denunciato un 61enne che si spacciava per carabiniere

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Ha finto di voler acquistare un orologio Omega per 3.100 euro, ma una volta a cospetto del venditore prima ha tentato di rifilare due assegni farlocchi, poi ha mostrato un distintivo dei carabinieri, per vincere la diffidenza della vittima designata. Quest’ultima però non è caduta nel tranello e ha consentito alla polizia di bloccare il malvivente, un indiano di 61 anni, con cittadinanza italiana, denunciato sia per tentata truffa sia per il reato di possesso di segni distintivi contraffatti.

I PRIMI CONTATTI

La vicenda ha avuto inizio sul web e in particolare sul sito di compravendita tra privati Subito.it, dove un 20enne di origini straniere residente a Reggio ha pubblicizzato l’offerta di un orologio di pregio particolare, come cronofago incorporato, marca Omega. All’inserzione online ha risposto il 61enne, dichiarandosi interessato ad acquistare il gioiellino; dopo una breve trattativa e l’accordo sul prezzo, conveniente visto che l’orologio era nuovo, le controparti hanno stabilito di incontrarsi di persona per lo scambio. Luogo dell’appuntamento viale Timavo, vicino a un noto supermercato usato come punto di riferimento per l’incontro.

L’INCONTRO

I due si sono stretti la mano lunedì scorso verso le 18, ma al momento del pagamento sono sorti i primi problemi perché l’acquirente ha consegnato due assegni circolari (il totale era esattamente la cifra stabilita): pezzi di carta che hanno fatto storcere il naso al venditore, che non poteva sapere all’istante se i titoli bancari fossero coperti o no.

Fiutando la fregatura, il ventenne prima ha discusso animatamente con lo sconosciuto tentando di convincerlo a pagare con un’altra modalità, poi, visto il diniego categorico dell’altro, si è insospettito sempre più e ha temporeggiato, riuscendo ad allontanarsi un istante per chiamare il 113 senza che l’acquirente se ne accorgesse.

Visto l’atteggiamento restio del giovane, al suo ritorno il 61enne all’improvviso gli ha mostrato una placca con stemma araldico e la scritta “carabinieri”, per convincere la controparte che lui era un militare, una persona stimabile, non gli avrebbe mai tirato una “sola”. Insomma una sceneggiata di chiacchiere e distintivo. Peccato che proprio in quel frangente sia intervenuta una pattuglia della polizia, che si trovava a poche centinaia di metri di distanza. Il 61enne è stato preso dai poliziotti e portato in via Dante, dove da una verifica in banca dati si è accertato che l’uomo aveva alle spalle precedenti specifici per truffa e per furto. Al suo curriculum ora ha aggiunto il distintivo falso; un reato “plurioffensivo” grave, visto che il Codice Penale definisce illecita sia la detenzione sia il semplice possesso di “segni distintivi, contrassegni o documenti di identificazione in uso ai corpi di polizia». —



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