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morte e feriti in piazza san carlo 

Tragedia di Torino avvocati in pool per i danni morali

Tragedia di Torino avvocati in pool per i danni morali

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TORINO. Cominciano a prendere concretezza le trattative relative al numero enorme di persone rimaste ferite (1.694 fra cui nove reggiani, però sulle 300 costituitesi parte civile) nel caos che si scatenò in piazza San Carlo a Torino il 3 giugno 2017, durante la proiezione della finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid.

Infatti nel processo a carico di 15 colletti bianchi (fra cui il sindaco torinese Chiara Appendino) è stato sottoscritto da 63 avvocati (rappresentanti circa 200 parti civili) un “manifesto” per chiedere “un’equa e integrale tutela risarcitoria” per i loro assistiti, proponendo sia una serie di “criteri uniformi per la riparazione dei danni”, sia “un range fra 5mila e 30mila euro” entro cui muoversi, “salvo casi del tutto eccezionali”.

Fra chi ha aderito al “manifesto” i legali Vainer Burani e Manuela Mora, che tutelano il gualtierese 26enne Mattia Zerbin (ha una prognosi certificata di 40 giorni). Il pool di avvocati di parte civile chiede di veder riconosciuti i danni “morali puri”. Negli undici punti del documento, i legali ricordano come in “diversi casi di tragedie occorse su larga scala” in cui le persone “hanno subìto ansie o angosce per l’esposizione al rischio di perdere la vita o di subire pregiudizi” la componente “morale” del danno non patrimoniale è stata risarcita separatamente. Già emerso in aula che le due assicurazioni che coprivano in modo diverso l’evento (Reale Mutua per il Consorzio turismo Torino e l’Unipol per il Comune di Torino) si sono accordate per affrontare la questione risarcimenti, rispettivamente nella proporzione del 30 e 70%. —

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