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«Una figura sempre al confine nei rapporti tra Stato e anti-Stato»

E.Spa.
«Una figura sempre al confine nei rapporti tra Stato e anti-Stato»

Giovanni Vignali, autore del libro sulla Primula Nera reggiana  «Sto preparando una ristampa con le novità emerse a Bologna» 

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intervista

«Non è mai solo un criminale che commette i reati per cui viene arrestato. È sempre in una posizione di confine: parla con lo Stato e l’anti-Stato. E lo fa in momenti in cui il confine è labile, come dimostrato dalle inchieste sia sulla strage di Bologna, sia sul terrorismo nero, sia sulla Trattativa Stato-mafia». Così Giovanni Vignali, autore del libro “La Primula Nera: Paolo Bellini, il protagonista occulto di trent’anni di misteri italiani”, descrive la figura del killer reggiano.

«Con la casa editrice Aliberti stiamo lavorando alla ristampa e nelle prossime settimane prepareremo una versione aggiornata con gli sviluppi di Bologna».

Il libro uscì nel 2009. «L’ho scritto nel momento in cui si era chiusa la vicenda giudiziaria su Alceste Campanile, il primo delitto ammesso da Bellini. Da giornalista avevo seguito la vicenda e mi ero accorto che non era una figura solo reggiana. Ho raccolto atti giudiziari e relazioni di ispettori di polizia. Ho incrociato le informazioni per capire qual era il profilo criminale di questo personaggio uscito in modo apparentemente inspiegabile dalle vicende più inquietanti e meno risolte della storia d’Italia».

Per Vignali, Bellini «entra nel terrorismo nero come esponente di Avanguardia nazionale, torna con un ruolo nelle indagini sulla strage di Bologna, poi archiviato. È uno dei protagonisti della trattativa Stato-mafia parallela alla trattativa di Mori con Ciancimino. Poi, a fine anni ’90, diventa il killer che uccide una serie di persone legate alla ’ndrangheta». Il giornalista ricorda che essere in un ruolo di confine è «una caratteristica di Bellini indicata già da Italo Materia, procuratore capo che indagava sulla vicenda di Alceste Campanile». Alla Gazzetta, Bellini disse di aver letto e apprezzato il libro, tranne per qualche dettaglio sulle vicende giovanili: «Ho letto quell’intervista – conclude Vignali – Ci tengo a dire che, anche per gli anni giovanili, il mio libro non si basa su indiscrezioni. Ho viaggiato in tutta Italia procurandomi atti e attingendo da fonti ufficiali. La mia operazione non è stata fare un romanzo. Nonostante Bellini sia il classico personaggio da film, ho cercato di svolgere un lavoro meticoloso solo su atti ufficiali». —

E.Spa.

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