Fusione con Credem? Banco Desio vuole rimanere indipendente
REGGIO EMILIA. «Sarebbe tutt'altro che rischiosa, forse per il mercato sarebbe un’ottima operazione, ma siccome noi siamo qui da 110 anni ci vorremmo rimanere». Così il presidente del Banco Desio, Stefano Lado, commenta con Radiocor le voci su una possibile fusione tra l'istituto e il Credem.
«Sarebbe Reggio Emilia che prenderebbe noi – ha notato a margine dell’assemblea degli azionisti – quindi finché riteniamo di riuscire a rimanere sul mercato e dare ancora un valore a quest’azienda, restiamo così».
Questo non esclude, naturalmente, la possibilità di valutare piccole operazioni che non stravolgano l’assetto dell’istituto, oggi che è ormai digerita l’acquisizione della Banca Popolare di Spoleto, datata 2014.«Se vediamo che c’è un’operazione che potrebbe essere utile per il territorio potremmo valutare. Siamo sempre aperti a valutare – ha ribadito – senza perdere il dna di questa banca, che è in mano a due famiglie e che speriamo rimanga il più possibile ancora in mano a queste due famiglie. Qui c’è una catena molto corta – ha notato ancora Lado – se arriva un’operazione, un’opportunità, la valutiamo e credo che nel giro di due giorni siamo in grado di dare una risposta».
Per quanto riguarda infine il derisking dell’istituto,il presidente del Banco Desio, Stefano Lado ha notato che Banco Desio ha quasi raggiunto gli obiettivi che si era prefissato: «In un paio d’anni – dice infatti – dovremmo arrivare al 5% lordo in termini di incidenza dei crediti deteriorati sul totale: ce ne rimangono quindi, compresi gli Utp, circa 400 milioni lordi». —
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