No alla sospensiva per la Valli Vale l’ordinanza della Arpae
fabbrico, IL TAR SUL CASO gessi di defecazione
FABBRICO. «La perizia non ha offerto conclusioni decisive né in un senso né nell’altro, ma ha comunque precisato che la presenza costante e in quantità non trascurabili di un inquinante come il p-metifenolo “potrebbe dipendere da idrolisi proteica o da reazioni non controllate all’interno del processo produttivo stesso che andrebbero indagate maggiormente”».
È una delle motivazioni con cui il Tar di Parma non ha concesso la sospensiva richiesta dal ricorso presentato da Valli Spa contro l’ordinanza di bonifica emessa da Arpae, sul caso gessi d defecazione di Fabbrico.
Secondo i giudici «persiste la fondata possibilità che l’inquinamento accertato debba essere comunque ricondotto, secondo parametri probatori non assimilabili a quelli richiesti per la condanna nel giudizio penale, a responsabilità». Anche per questa ragione, il Tar ha respinto la domanda cautelare, che chiedeva la sospensiva per l’ordinanza del 21 dicembre 2018 con cui Arpae ha individuato nella Valli la responsabile dell’inquinamento e per tanto imponeva la bonifica dei siti contaminati in via Righetta.
È qui che dal settembre del 2017, in seguito all’indagine dei carabinieri forestali, sono stoccati sotto sequestro i gessi di defecazione che arrivano da Brescia e che erano usati, localmente, come fertilizzanti. Le analisi hanno rilevato che sono contaminati. E su questo accusa e difesa si stanno già dando battaglia, nel procedimento penale aperto dal pm Maria Rita Pantani. —
El.Pe.
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